Ricerca personalizzata

giovedì 25 novembre 2010

Stratagus gioco open source per tutti gli amanti degli strategici in tempo reale.

Stratagus e' un motore di gioco open source per giochi di strategia in tempo reale.


In rete sono disponibili diversi titoli che possono essere giocati con questo motore di gioco tra cui il famoso arcraft 2.

L' installazione e' molto semplice, scarichiamo l' archivio da OS4Depot e lo installiamo sul nostro hard disk dopodiche' lo lanciamo con un doppio click..

La recensione si basera' su Invasion, il gioco presente nell' archivio.

Come gia' detto sopra Invasion e' uno strategico in tempo reale come Command and Conquer o Warcraft 2.

Una volta lanciato il gioco ci troveremo davanti al menu' principale dal quale potremo scegliere se giocare in finestra, a schermo intero se abilitare o meno gli effetti di nebbia per rendere piu' bella e realistica la grafica di gioco.

Inoltre potremo scegliere se giocare una missione singola alla volta oppure intraprendere una campagnia di guerra da zero..

Una volta nel gioco ci troveremo sul lato destro dello schermo un menu' con la mappa di gioco ed uno spazio riservato alle informazioni sul nostro avamposto, soldati e/o mezzi. in qualsiasi momento premendo il tasto F10 accederemo al menu' delle opzioni nel quale potremo scegliere se abbandonare la partita, uscire dal gioco oppure caricare e/o salvare la partita..

Le musiche sono ben fatte e ci permetto di calarci subito nel gioco creando l' atmosfera giusta.

Purtroppo non posso dire altrettanto della grafica, che a mio avviso e' troppo scarna. Se consideriamo che i personaggi ed i veicoli sono in grafica precalcolata si poteva fare di piu' secondo me, soprattutto se teniamo conto che per AMIGA ci sono titoli come EARTH 2140® che vanta una grafica di tutto altro livello..

Sul mio G3 800 Mhz, gira in maniera fluida se settato ad 800x600. Alzando la risoluzione a 1024x768 la fluidita' diminuisce ed in caso di aree molto ampie il gioco ne risente un pochino. I possessori di G4 non dovrebbero avere questo problema..

In conclusione posso dire che il motore e' valido e che vale la pena essere provato soprattutto se siete in possesso dei file originali di gioco di WarCraft 2® per PC. All' interno dell' archivio troverete una utility che estrarra' i file dal cd e li copiera' nella cartella di Stratagus.

Alcune immagini di gioco :






Magnant

magnant shot 1 magnant shot 2


Battle of Survival

bos shot 1 bos shot 2






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martedì 23 novembre 2010

Gpredict permette di legare il moto di un satellite lungo l’orbita che questo percorre intorno alla Terra.

Gpredict è un software rilasciato sotto licenza GNU.

Ill sito del progetto contiene molte informazioni utili sul programma e ne contiene anche la roadmap, che consente di tenere traccia della sua evoluzione temporale.

Il manuale, solo in Inglese, è, seppur breve, molto completo e chiaro; è presente inoltre un link a tutta una serie di documenti riguardanti gli algoritmi utilizzati, sono documenti molto tecnici e molto interessanti.

Seguendo il link è possibile scaricare codice C++, FORTRAN, Java, MATLAB e Pascal, questo per approfondire la questione ulteriormente.

E’ possibile scaricare Gpredict da Sourceforge ( http://sourceforge.net/projects/gpredict/ ), inoltre gli utenti Ubuntu possono scegliere di utilizzare l’Ubuntu software center per il download.

Va detto che questo progetto è nato dagli sforzi di Alexandru Csete ed attualmente conta un buon numero di persone coinvolte.

Inoltre è necessario introdurre il concetto di modulo. Un modulo è un oggetto che contiene un certo numero di satelliti e una stazione a terra. Basandosi sulla posizione di questa, in termini di latitudine longitudine e altitudine, e sull’ora locale Gpredict determina la posizione dei satelliti istante per istante.

Installare GPredic utilizzando i PPA forniti da Gpredict Team:
Digitare da terminale:
sudo add-apt-repository ppa:gpredict-team/ppa
sudo apt-get update
sudo apt-get install gpredict

Roadmap:

Date Ver Features
Jun 2001 0.1 · Simple Predict clients showing 24 satellites in a table.
· The table could be sorted by any column.
· See screenshot here.
Aug 2001 0.2 · First standalone version, i.e. not a Predict client anymore, thus no more 24 sat limit.
· Uses SGP algorithm form Predict.
· Predict date and time of next pass (screenshot).
Apr 2002 0.3 · Map showing the position and footprint of satellites (screenshot).
· Predict more than one upcoming pass (screenshot).
· Plot detailed pass prediction on polar plot (screenshot).
Apr 2003 0.4 · New satellite database supporting TLE updates from the web.
· Satellite selector presents satellites in a tree.
· Possibility to switch observer location at runtime.
Jan 2005 0.5 · Minimum elevation condition for predictions
· Variable map sizes.
· Works on Mac OS X and FreeBSD, too.
Sep 2006 0.6 · Finally ported to Gtk+ 2.
· Uses NORAD SGP4/SDP4 algorithms.
· Real-time polar view and single satellite view.
· Combine lists, maps, etc. as you whish (screenshot).
· More pass prediction options.
· Much more robust design and implementation.
Jan 2007 0.7 · Automatic update of Keplerian Elements.
· Polar and Az/El plot of upcoming passes.
Jun 2007 0.8 · Sky at a glance prediction utility.
· Simulated real-time and manual time control.
Sep 2007 0.9 · Lots of open bugs fixed.
May 2009 1.0 · Radio and antenna rotator control.
Oct 2009 1.1 · Improved satellite selector.
Oct 2010 1.2 · New layout manager.
· New Event view.
· Satellite tooltips and pass pop-ups (video).
· Lots and lots of bugfixes.
TBD TBD · Data recorder.
· Predict window between two stations.
· New views: Event, Sky View, and Earth View.
· New grid layout that allows any number of views in a grid layout.
· Improved sky at glance widget withauto-refresh and timeline animation.
· Change frequency using the mouse wheel.
· DOP calculations for GPS satellites. · Visual indicator for RX/TX/TRX.
· Track Sun and Moon.

Download:



gpredict 1.2~ppa3+jaunty Alex Csete (2010-10-14)
gpredict 1.2~ppa1+maverick Alex Csete (2010-10-14)
gpredict 1.2~ppa1+lucid Alex Csete (2010-10-14)
gpredict 1.2~ppa1+karmic Alex Csete (2010-10-14)
gpredict 1.1~ppa4+intrepid Alex Csete (2009-10-05)

Screenshots.






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lunedì 22 novembre 2010

Software libero per il trattamento di problemi scientifici, parte I.

Negli ultimi anni, il software libero si è imposto sempre di più in una molteplicità di ambiti di lavoro, producendo programmi per fare quasi tutto, se non tutto: ambienti desktop grafici, database, server e client di posta, server web, programmi per la grafica e il video, modellazione tridimensionale, grafica computerizzata, CAD, ecc...


Ci sono però alcuni ambiti in cui il software libero non ha raggiunto livelli di utilizzo paragonabili ai programmi che abbiamo elencato in precedenza. Uno di questi ambiti è quello scientifico, dove si fa ricorso predominantemente, almeno per quello che ho potuto constatare io, a programmi proprietari. E dico utilizzo perché in realtà il software c'è ed è di ottima qualità.


Questo fatto è dovuto a una molteplicità di fattori, alcuni dei quali sono comuni al software libero in generale, mentre altri sono caratteristici di questo particolare tipo di programmi:


  1. la, relativamente, bassa diffusione dei sistemi operativi liberi;
  2. la ancora bassa diffusione dei programmi liberi in ambiente desktop;
  3. la specificità delle materie a cui i programmi scientifici vanno diretti, che richiede in genere personale specializzato per il loro utilizzo;
  4. la, in generale, bassa cultura informatica delle persone che li dovrebbero utilizzare.


L'ultimo punto potrebbe sembrare un paradosso. Tutto sommato, scienziati e ingegneri hanno a che fare con materie complesse, per cui ci si aspetterebbe una certa competenza nell'utilizzo di sistemi operativi e software adeguati al trattamento di queste problematiche. Nella mia esperienza, però, questa affermazione non corrisponde al vero: ho potuto constatare come anche all'interno di enti di ricerca predominino in genere sistemi operativi e software proprietari.


Non voglio dilungarmi su queste questioni, che tra l'altro tutti sicuramente conosciamo, ciascuno nel proprio ambito d'interesse. Questo articolo intende dare una panoramica delle possibilità che si hanno con il software libero di taglio scientifico, e in più si illustrerà qualche altra cosa. L'utilizzo di questi programmi non presuppone alcun tipo di conoscenze approfondite (anche se sono strumenti ottimi per chi le ha, docenti e professionisti), e può risultare proficuo a partire dagli studenti degli ultimi anni della scuola secondaria o dei primi anni di università.


L'articolo si divide in tre parti. Nella Parte I si fa una discussione sulle caratteristiche generali del software scientifico e le aree di utilizzo più importanti. La Parte II illustrerà alcuni software particolarmente interessanti tramite l'utilizzo di alcuni esempi, in modo da mostrare le loro potenzialità. La Parte III tratterà l'argomento dell'interfacciamento grafico, descrivendo le caratteristiche desiderabili in una buona interfaccia e illustrando una piccola applicazione web che consente l'interfacciamento a uno dei programmi descritti nella Parte II.


Di seguito verranno enumerate le tipologie di software che si hanno a disposizione e il loro relativo campo di utilizzo. All'interno di queste categorie saranno identificati alcuni problemi di media complessità, i quali forniranno un banco di prove per l'utilizzo di alcuni programmi che possiamo considerare rappresentativi delle rispettive categorie, e che saranno brevemente considerati nella Parte II di questo articolo.


 

Ambiti applicativi del software scientifico.

I problemi matematici possibili sono di una vastità incredibile. Tuttavia è possibile individuare alcuni temi fondamentali che sono i mattoni di base con i quali risolvere problemi più complessi. In genere i software disponibili offrono strumenti all'interno delle seguenti problematiche [1]:
Soluzione di equazioni lineari algebriche Sistemi di equazioni non lineari
Interpolazione e estrapolazione Minimizzazione e massimizzazione di funzioni
Integrazione di funzioni Eigensistemi
Calcolo funzionale Trasformate di Fourier e metodi spettrali
Funzioni speciali Descrizione statistica di dati
Numeri random Modelli di dati
Ordinamento Integrazione di equazioni differenziali ordinarie
Ricerca di radici Equazioni alle derivate parziali
L'ampiezza delle problematiche trattabili con software scientifico rende necessaria una codifica per un'identificazione univoca degli algoritmi. Una codifica molto usata è quella elaborata dal GAMS (Guide to Available Mathematical Software, http://gams.nist.gov), che è un sistema incrociato di indicizzazione e un repository virtuale di componenti software utilizzabili nelle scienze della computazione e in ingegneria. La codifica GAMS prevede le seguenti categorie, ciascuna identificata da un codice anlfanumerico:
A Aritmetica, analisi di errori K Approssimazione
B Teoria di numeri L Statistica, probabilità
C Funzioni elementari e speciali M Simulazione, modelli stocastici
D Algebra lineare N Data handling
E Interpolazione O Computazione simbolica
F Soluzione di equazioni non lineari P Geometria computazionale
G Ottimizzazione Q Grafica
H Integrazione, differenziazione R Routine di servizio
I Equazioni differenziali e integrali S Tool di sviluppo software
J Trasformate integrali Z Altro
Ognuna di queste categorie è articolata a sua volta in una serie di sottocategorie a più livelli, che consentono la codifica e la classificazione univoca di ogni algoritmo.

Classificazione del software utilizzabile in ambito scientifico.

Dall'ottica di questo articolo è conveniente realizzare una classificazione sommaria del software disponibile, in modo da delimitare alcuni ambiti applicativi che consentano una maggior chiarezza espositiva. Queste categorie sono arbitrarie e da certi punti di vista sono comuni agli altri tipi di software. Vengono proposte due diverse classificazioni.

Classificazione dal punto di vista architetturale.
Dal punto di vista dell'architettura, il software può essere suddiviso in due categorie principali:
  1. librerie: sono collezioni di codice che può essere riutilizzato in molteplici progetti software. Le librerie consentono di incorporare nei programmi delle funzioni già realizzate e testate, evitando di doverle riscrivere ogni volta. Sono importanti dal punto di vista del programmatore, permettendogli di usare porzioni di codice di programmi già realizzati da lui o da altri. Le librerie possono essere di due tipi:
    1. statiche: che sono collezioni di uno o più file oggetto che contengono il codice riutilizzabile precompilato. Ogni file oggetto costitutivo è anche chiamato modulo o membro. Le librerie statiche sono immagazzinate in un particolare formato con una tabella o mappa che collega il nome dei simboli ai moduli nei quali quel simbolo è definito. Questo velocizza il processo di "linkaggio" e compilazione. In genere le librerie statiche hanno la estensione .a (derivato dall'inglese archive) e sono "linkate" al programma durante il processo di compilazione;
    2. dinamiche: a differenza di quelle statiche, le librerie dinamiche sono "linkate" al programma durante il processo di runtime, cioè il caricamento in memoria del programma. La loro caratteristica principale è che consumano molte meno risorse delle librerie statiche, dato che sono caricate in memoria una sola volta per tutti i programmi che le devono utilizzare.
  2. programmi: alcuni programmi, e questo è particolarmente vero per i programmi di calcolo scientifico, sono composti da librerie che vengono chiamate da un frontend per dare accesso alle funzionalità del software. In genere è possibile usare tali librerie separatamente, linkandole ai propri programmi e richiamando le funzioni con la giusta sintassi.
Benché questa classificazione sia comune a tutti i tipi di software, l'inclusione qui è giustificata dal fatto che le librerie costituiscono una modalità particolarmente importante con cui viene rilasciato il software scientifico. Nella Parte II daremo alcuni esempi di librerie importanti.

Classificazione dal punto di vista applicativo.
Dal punto di vista della natura dei problemi da trattare, il software scientifico può essere suddiviso nelle seguenti categorie, ognuna caratterizzante un grande ambito applicativo:
  1. utilità: sono l'analogo dei programmi di servizio per il sistema operativo, cioè programmi che realizzano delle funzioni specifiche di base. In genere sono di piccole dimensioni e accessibili esclusivamente attraverso la riga di comando. Un programma tipico è units;
  2. grafica: il software di grafica funzionale, bi e tridimensionale, è fondamentale all'interno delle problematiche legate al calcolo matematico e scientifico. I programmi di una certa complessità, come quelli che vedremo più avanti, hanno in genere dei moduli per la rappresentazione grafica. Un programma tipico è gnuplot;
  3. calcolo numerico: la categoria più importante. In genere i problemi che coinvolgono operazioni matematiche complesse vengono risolti in maniera numerica. Le possibilità vanno dal semplice calcolo delle radici di un polinomio al calcolo di sistemi di equazioni alle derivate parziali o di integrali multidimensionali. Un programma tipico è octave;
  4. calcolo simbolico: probabilmente il grande sconosciuto. L'utilizzo di questi programmi avviene in ambiti molto specifici, quando è necessario disporre della forma funzionale delle soluzioni ai problemi che si vogliono risolvere. Un programma tipico è maxima.


Un sistema standard per il calcolo scientifico

Di che cosa ho bisogno se voglio avere una stazione di lavoro autosufficiente per quanto riguarda il calcolo scientifico? Secondo me si devono avere i seguenti tipi di software:
  • calcolatore a precisione arbitraria: è necessario disporre di un utility che consenta di realizzare calcoli numerici con un numero arbitrario di decimali, indipendentemente delle caratteristiche dell'hardware disponibile. Un ottimo programma per questo tipo di compiti è bc;
  • software di grafica funzionale: per la rappresentazione grafica di funzioni matematiche in due e tre dimensioni, con la possibilità di esportare i grafici in diversi formati;
  • software di calcolo numerico: che permetta la realizzazione di operazioni complesse, come calcolo di matrici e soluzioni di sistemi lineari. Un buon programma dovrebbe avere un linguaggio di programmazione interno che permetta l'estensione delle funzionalità di base;
  • software per il lavoro in rete: se il sistema forma parte di un insieme di nodi in rete, allora può essere conveniente trattare tutti i nodi come una unità di calcolo a sé stante. In questo modo, dall'esterno della rete l'insieme di nodi viene visto come una unica macchina le cui potenzialità di calcolo sono la somma dei singoli nodi. Un sistema di questo tipo richiede software per il bilanciamento del carico di CPU e/o della memoria dei nodi, in modo da distribuire i job per ottimizzare le risorse a disposizione. Ci sono alcuni software molto potenti per questi compiti. Un esempio su tutti: openmosix.
Se in più si è un programmatore, un buon sistema dovrebbe prevedere:
  • compilatori: ci vuole un compilatore C (gcc, http://gcc.gnu.org), ma dato che ancora molto software scientifico è scritto in FORTRAN, è conveniente disporre anche di un compilatore per questo linguaggio (g77, http://www.gnu.org/software/fortran/fortran.html). In alcuni casi ho trovato utile la trasformazione di sorgenti FORTRAN in C con l'utilità f2chttp://www.netlib.org/f2c/); (
  • librerie: sono necessarie librerie di funzioni di qualità, soprattutto per non faticare a implementare algoritmi che in realtà sono già disponibili. Alcune di queste librerie sono veri gioielli: gsl, netlib. Ci sono anche delle librerie per la parallelizzazione delle proprie applicazioni (la distribuzioni dei programmi che si eseguono su più nodi simultaneamente), come pvm;
  • software di supporto: alcuni software di sistema diventano il modo migliore per l'accesso alle applicazioni o la programmazione di compiti complessi. Programmi come apachehttp://www.apache.org) e il linguaggio perl (http://www.perl.com) possono divenire fondamentali in questi casi.
fonte: Pluto

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domenica 21 novembre 2010

Brain Party è una divertente collezione di 36 mini-giochi di intelligenza studiati per tenere in esercizio il nostro cervello.

Brain Party (per Linux) è una divertente collezione di 36 mini-giochi di intelligenza studiati proprio per allenare la mente.

Test di memoria e di logica, puzzle intricati e giochi matematici, tutto questo fa di Brain Party un potente alleato per tenere in esercizio il nostro cervello, divertendoci allo stesso tempo.

Brain Party è una suite di giochi open source, che si può scaricare gratis ed il cui codice quindi è aperto e modificabile da chi intende apportare migliorie.

Si trova anche nella versione per iPhone e iPod Touch, scaricabile dall'AppStore alla modica cifra di $ 1.

Per giocare è sufficiente :

* scompattare l'archivio
* lanciare make
* lanciare l'eseguibile ./brainparty

Il gioco si divide in due modalità. La prima modalità è composta da 5 giochi che testano il “peso” del vostro cervello per vedere quanto siete intelligenti ed una modalità di allenamento che vi consente di giocare liberamente.

Se sarete sufficientemente bravi potrete sbloccare 6 minigiochi aggiuntivi e modalità per prolungare la voglia di giocare.


Screenshots.






fonte: Super Tux Giochi




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venerdì 19 novembre 2010

TCFS - Transparent Cryptographic File System -, un filesystem cifrato per Linux.

Introduzione.

Al giorno d'oggi, tenuto conto del notevole progresso della tecnologia di rete, è realmente fattibile condividere risorse in rete. Non solo in rete locale (LAN) ma anche su rete globale (WAN o Internet). Con l'avvento sul mercato di strumenti wireless (quali PDA o notebook) è sempre maggiore la richiesta di repository accessibili da qualunque punto della rete e attraverso diversi tipi di rete. In questa ottica, i file system di rete, uno dei primi servizi ad esser stato distribuito in rete, assume un ruolo sempre più necessario.

Il distribuire in rete servizi, risorse e applicazioni, se da un lato offre notevoli vantaggi, dall'altro crea notevoli problemi di sicurezza: utenti non autorizzati possono ottenere accesso a servizi ristretti. Nell'esempio di file system distribuiti in rete, due sono le entità in gioco: da un lato il server che ha accesso diretto al file system locale, dall'altro il client che richiede accesso al file system. Uno dei più diffusi file system di rete è NFS (Network File System). A dispetto della sua notevole diffusione, l'NFS non si pone affatto il problema della sicurezza. Nessun tentativo di proteggere i dati in rete, nessun tentativo di identificazione del client da parte del server, nessun tentativo di identificazione del server da parte del client. In questo contesto, niente proibisce ad un malintenzionato accesso all'intero file system che il server condivide.


In questo articolo verrà introdotto TCFS (Transparent Cryptographic File System), un file system di rete che affronta e risolve il problema di proteggere i dati in un file system di rete. Il progetto nacque nel 1995 ed ha subito, nel corso degli anni, notevoli migliorie con l'aggiunta di nuove uniche caratteristiche (come la condivisione di file cifrati in gruppo).


Scopi di TCFS.

Durante la progettazione di TCFS si cercò di trovare un sistema capace di fornire un robusto meccanismo di sicurezza che implicasse quanto meno coinvolgimento possibile da parte dell'utente finale. Questo meccanismo doveva garantire:


  1. un modello di fiducia minimo;
  2. impatto minimo sull'amministrazione del sistema;
  3. impatto minimo sulle applicazioni client;
  4. impatto minimo sull'utente finale.

L'architettura di TCFS è stata progettata per rispettare i punti appena esposti, pur rimanendo semplice nella sua essenza: ogni qualvolta una applicazione, in esecuzione sul client, richiede un blocco di dati, il kernel del client effettua una richiesta al server. Il server invia i dati al client in maniera cifrata. Il kernel del client decifra i dati e li passa alla applicazione che li ha richiesti.
Il processo di scrittura funziona in maniera analoga: l'applicazione in esecuzione sul client desidera salvare dati sul file system di rete. Il kernel del client riceve i dati dall'applicazione, li cifra e li invia (cifrati) al server. Quest'ultimo salva i dati sul file system senza minimanente toccarli.

L'utente ha il solo onere di passare la chiave al kernel all'inizio della sessione di lavoro. Non deve nemmeno ricordare altre password all'infuori della propria password di login (a meno che non voglia usare una passphrase).

Questa semplice architettura rispetta i quattro punti sopra esposti:

  1. modello di fiducia minimo:
    i dati compaiono in chiaro (sia quelli letti che quelli da scrivere) solo sul client. Il server riceve solo dati cifrati e non ha alcun modo per decifrarli. In rete i dati viaggiano sempre cifrati (sia in lettura che in scrittura). Inoltre, poich&ecute; il processo di cifratura e decifratura dei dati avviene solo sul client, la chiave stessa non verrà mai spedita attraverso la rete. L'unica macchina fidata è, quindi, il client.

  2. impatto minimo sull'amministrazione del sistema:
    il server funge da normale server NFS. L'amministratore di sistema della macchina server può del tutto ignorare il fatto che il file system esportato sia in realtà un file system TCFS. Per lui è un normale file system NFS.

  3. impatto minimo sulle applicazioni client:
    nessuna modifica ai sorgenti e nessuna ricompilazione delle applicazioni installate sul client è necessaria. Le usuali funzioni di gestione di file sono rimaste inalterate. Non è nemmeno richiesto che le applicazioni abbiano a conoscere come gestire le chiavi. Tutto ciò è gestito, trasparentemente, da TCFS. Le applicazioni client ignorano del tutto il fatto di lavorare su file salvati su TCFS. Così come NFS viene visto dalle applicazioni come un normale file system locale, così accade anche per TCFS.

  4. impatto minimo sull'utente finale:
    TCFS
    ha un impatto minino sull'utente finale. In alcuni casi addirittura nullo. Utenti sulla macchina client (nel caso questa sia condivisa da più di un utente) possono accedere ai loro file ignorando del tutto che essi siano conservati su TCFS. Ciò non vieta, però, la possibilità, ad utenti che lo richiedano, di un maggiore controllo sulle regole di accesso ai file. TCFS fornisce a questo tipo di utenti completa gestione delle chiavi di accesso e l'abilità di controllare quali file debbano essere cifrati e quali no.

Panoramica delle caratteristiche di TCFS.

L'ultima versione di TCFS (la 3.0 attualmente non ancora completa ed in versione beta) implementa le seguenti funzionalità:


  1. data integrity check:
    ad ogni blocco di un file cifrato con TCFS viene aggiungo un piccolo check (un hash). Questo hash viene controllato ad ogni lettura del blocco. Se il controllo ritorna errore, allora il blocco è stato modificato sul server o durante il viaggio in rete. In questo caso TCFS
    Per ogni file viene generata una chiave diversa. Questa chiave viene cifrata con la chiave di sessione dell'utente e conservata all'interno dell'header del file. Per ogni blocco dati alla file key viene aggiunto il numero del blocco. In questo modo ogni blocco viene cifrato usando una chiave differente. Blocchi uguali daranno quindi output diverso, sia in file diversi che all'interno dello stesso file.
    ritorna un errore all'applicazione richiedente.
  2. dynamic encryption modules:
    È possibile scegliere, per ogni singolo file o directory, il motore di cifratura da usare per cifrarlo. Nel caso delle directory questo significa scegliere con che motore di cifratura cifrare i nomi dei file e che motore usare per cifrare i nuovi file appena creati. È comunque possibile cambiare il motore di cifratura ogni volta che si vuole.
    È possibile inserire o rimuovere motori di cifratura a runtime, senza bisogno di far ripartire il sistema, senza bisogno di rilanciare TCFS e addirittura mentre TCFS stesso sta lavorando per altri utenti.
    Questo è stato ottenuto sfruttando appieno il caricamento di codice dinamico (i moduli) presente in Linux. Il motore di cifratura usato per cifrare un file (o directory) è salvato nel suo header. Quando viene effettuata una lettura/scrittura in quel file, viene caricato il modulo corrispondente in memoria. Il modulo, una volta caricato, provvederà a registrare le proprie funzioni di cifratura/decifratura. In questo modo TCFS potrà usarle per cifrare/decifrare il file.

  3. group sharing of files:
    È possibile condividere file o directory tra gruppi di utenti. Per ogni gruppo viene generata una chiave (all'atto della creazione del gruppo stesso). Ad ogni membro del gruppo viene data una share (un pezzo di chiave). Quando una certa soglia (threshold, definibile per ogni gruppo) di utenti è connessa al sistema ed ogni utente ha immesso la propria share, allora, e solo allora, la chiave diventa disponibile al sistema ed è possibile cifrare/decifrare i file del gruppo.
    È matematicamente impossibile ricuperare la chiave (non conservata in nessun database, al contrario della chiave utente) se un numero di utenti inferiori alla soglia combina le proprie share.

  4. Kerberos support:
    Ancora non disponibile in TCFS 3.0 beta, dovrebbe essere disponibile nella sua versione finale. Sarà possibile autenticare un utente, e quindi ottenere la chiave di sessione, utilizzando Kerberos.
    La gestione delle chiavi in TCFS è totalmente svincolata dal core di TCFS stesso. Tutta la gestione delle chiavi è affidata ad una libreria esterna chiamata tcfslib. Al momento la tcfslib fornisce un sistema base (Basic Key Management System) per la gestione delle chiavi (cifrando la chiave di sessione di TCFS con la password di login dell'utente).
    Nella versione finale stabile di TCFS 3.0 sarà possibile gestire le chiavi appoggiandosi al sistema di autenticazione di Kerberos.

  5. TCFS-aware application support:
    Anch'esso ancora in fase di sviluppo, sarà disponibile nella versione finale stabile di TCFS 3.0.
    Grazie all'uso di un header TCFS è possibile salvare, in maniera sicura, informazioniTCFS e sfruttare l'header del file cifrato per salvare flag o dati aggiuntivi (metadata).
    Sarà sviluppato un intero set di funzioni di libreria (API) per la gestione dei metadata utente.
    aggiuntive riguardanti un file cifrato. È possibile sviluppare una qualsiasi applicazione

Links utili

Maggiori informazioni su TCFS possono essere reperite dalla home page del progetto

Documentazione più dettagliata su TCFS è scaricabile in formato Postscript o PDF cliccando su questo link: Archivi della mailing list di TCFS sono, invece, reperibili seguendo questo link:s
fonte: Pluto


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giovedì 18 novembre 2010

Warsow sparatutto in prima persona multiplayer costruito su Qfusion, una versione modificata del motore di Quake II.

Warsow è uno sparatutto in prima persona multiplayer. La prima versione pubblica è stata rilasciata l'8 giugno 2005.

Il gioco è sviluppato da un gruppo di sviluppatori e artisti freelance. I sorgenti di Warsow sono distribuiti sotto i termini della licenza GPL. Warsow è costruito su Qfusion, una versione modificata del motore di Quake II.

Gli artwork e altri media sono sotto licenza proprietaria Warsow Content License. A causa di questo Warsow è considerato un freeware, e non un software libero o open source.

Warsow è tratto dal romanzo Chasseur de bots di Fabrice Demurger. Il romanzo è la base dello stile cyberpunk visivo del gioco, che si ottiene combinando grafica cartoon in cel-shading con l'oscurità, texture appariscenti e sporche. Dal momento che la chiarezza visiva è importante per mantenere il gioco competitivo, Warsow cerca di mantenere gli effetti minimalisti, chiari e visibili.

Modalità di gioco.

* Deathmatch:
* Free For All:
* One on One: sfida 1 vs. 1
* Team Deathmatch: sfida a squadre 2 vs. 2 o 4 vs. 4
* Capture The Flag:
* Race:
* Instagib:
* Clan arena:
* Bomb & Defuse:
* Team Domination:
* Headhunt:
* Duel arena:
* CTF Tactics:

Installazione.

Semplice guida su come installare warsow sulla propria linux box.


Il gioco può essere installato nella propria home, o in caso di utenti, si puo eseguire il procedimento di installazione con privilegi di root , usando per esempio la cartella /usr/local/games (usata spesso in questi casi), in modo da rendere il gioco accessibile a tutti gli utenti presenti nella vostra linuxbox.


Il procedimento rimane identico, l'unica necessità è avere i privilegi di root per eseguire correttamente il procedimento di installazione sotto riportato.


Download e scompattazione.


Scaricare l'archivio per linux dal sito ufficiale.

Scompattarlo in una cartella a piacere.

Rendere eseguibili i binari warsow (warsow , warsow.i386, warsow.x86_64 ), cliccando su ognuno di essi con il pulsante destro del mouse , adnando poi su proprietà sulla voce permessi avanzati, spuntare le caselline eseguibile.
oppure da terminale con il comando

  $   chmod +x nomefile

Lanciare il gioco.

il gioco è lanciabile tramite doppio click sul file warsow (dopo che è stato settato come eseguibile), o da terminale:

per lanciare il gioco da terminale :

  $   cd /path dove avete installato warsow/
$ ./warsow''

per esempio se il gioco è installato in ~/games/warsow/ (dove ~/ è la scorciatoia di /home/tuousername/ ), allora il comando sarà:

  $   cd ~/games/warsow/
$ ./warsow

oppure in un passaggio solo:

  $   /path dove avete installato warsow/warsow 

per esempio se il gioco è isntallato in ~/games/warsow/ , allora il comando sarà:

  $   ~/games/warsow/warsow 

Risoluzione dei problemi.

Se il gioco non dovesse partire, allora provare a lanciarlo da terminale per poter vedere quale errore restituisce il gioco.

Se dovesse dare un errore con la liberia libcurl, allora:

Installare la libreria libcurl (apt-get libcurl su debian/buntu, yum isntall libcurl su fedora, etc.. )

Oppure potrebbe capitare di avere un altra versione della libreria già isntallata (su fedora di solito è così) dunque a quel punto basta cercare la libreria sul vostro sistema con il comando

 $   locate libcurl

o se nn avete il locate abilitato con il comando find (ci sta un po di tempo)

 $   find / -mount -name libcurl 

Controllare dunque la path che restituisce, di solito /usr/lib/libcurl.so.4 , creare dunque un link simbolico con il comando ( da root o con sudo )

 #   ln -s /usr/lib/libcurl.so.4 /usr/lib/libcurl.so.3 

Ora si è pronti a lanciare il gioco



Screenshots.





fonte: SuperTux Giochi


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