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venerdì 30 dicembre 2011

Exchangeable image file format è una specifica per il formato di file immagine utilizzato dalle fotocamere digitali.

Exchangeable image file format (abbreviazione ufficiale Exif, non EXIF) è una specifica per il formato di file immagine utilizzato dalle fotocamere digitali. La specifica utilizza i formati esistenti JPEG, TIFF Rev. 6.0, e RIFF, con l'aggiunta di specifiche etichette (tag) di metadati. Non è supportato in JPEG 2000, PNG, o GIF.

Exif è stato creato dalla Japan Electronic Industries Development Association (JEIDA). La versione 2.1 delle specifiche è datata 12 giugno 1998, e la versione 2.2 è dell'aprile 2002 ed è anche conosciuta come Exif Print. Exif ad oggi non è supportata da aziende od organizzazioni che seguono gli standard, tuttavia è il formato utilizzato da tutti i produttori di fotocamere.

La struttura dei tag Exif è ripresa da quella dei file TIFF. C'è una grossa sovrapposizione fra i tags definiti negli standard TIFF, Exif, TIFF/EP e DCF.

I tag di metadati definiti nello standard Exif coprono un vasto spettro includendo:

  •     Informazioni di date ed ora. Le fotocamere digitali registrano la date e l'orario corrente in questi metadati.
  •     Impostazioni della fotocamera. Queste includono informazioni statiche come il modello ed il produttore della fotocamera, ed informazioni varie per ciascuna immagine come l'orientamento, l'apertura, la velocità dello scatto, la lunghezza focale, il bilanciamento del bianco, e le informazioni di velocità ISO impostate.
  •     Una miniatura per visualizzare un'anteprima sul display LCD della fotocamera, nei file manager, oppure nei software di fotoritocco.
  •     Descrizioni ed informazioni di copyright.
Nei metadati possono essere incluse informazioni relative alla locazione degli scatti, che potrebbero provenire da un ricevitore GPS connesso alla fotocamera oppure alla foto. Il formato utilizzato è il GPX.

Questa informazione si può aggiungere lanciando i dati di log del ricevitore GPS, combinandoli successivamente utilizzando programmi come un GPSPhotoLinker

Supporto software .

I dati Exif sono inseriti nel file d'immagine stesso. Mentre molti programmi di fotoritocco riconoscono i dati Exif e ne mantengono molti di questi quando riscrivono l'immagine modificata, questo non è valido per molti programmi più vecchi.

Inoltre, molti programmi di foto-gallery riconoscono i dati Exif ed opzionalmente li visualizzano accanto alle immagini.



Problemi.

Oltre a non essere uno standard manutenuto, il formato Exif ha un certo numero di svantaggi, principalmente concernenti all'utilizzo della struttura legacy di partenza, che includono:

    La derivazione del formato Exif dalla struttura dei TIFF usando offset di puntatori nei file significa che i dati possono essere sparsi ovunque all'interno del file, il che significa che i software possono corrompere ogni puntatore o i corrispondenti dati che esso non sarà decodificato/codificato. Questo è il motivo per cui molti editor di immagini danneggiano o eliminano i dati Exif (particolarmente i MakerNote) dopo il salvataggio del file.

    Lo standard definisce un tag MakerNote, che permette al produttore della fotocamera di scrivere metadati in qualsiasi formato personalizzato internamente al file.

È utilizzato in maniera sempre più frequente dalle aziende produttrici di macchine fotografiche digitali per memorizzare una miriade di impostazioni non elencate nello standard Exif, come le modalità di scatto, le impostazioni post-processo, il numero seriale, le modalità di focus, ecc.

Dal momento che il formato di questo tag è proprietario e specifico per il produttore, può essere molto difficile recuperare queste informazioni da un'immagine (o opportunamente preservarle durante la riscrittura dell'immagine). Alcuni produttori criptano porzioni delle informazioni; per esempio, Nikon cripta i dati di dettaglio delle lenti nelle nuove versioni dei propri dati MakerNote.

    Lo standard permette solo i file TIFF oppure JPEG — non ci sono misure per un tipo di file "raw" che possa essere direttamente inviato come dump da un sensore. Questo ha spinto i produttori ad inventare molti formati di file "raw" proprietari ed incompatibili.

Per risolvere questo problema, Adobe ha sviluppato il formato DNG (un formato raw TIFF-based), nella speranza che i produttori vogliano standardizzarsi su di un singolo, formato di file raw.

    Lo standard Exif dichiara specificamente che la profondità del colore è sempre di 24 bit. Molte macchine fotografiche moderne possono catturare molti più dati di questi (per esempio la Nikon D70 permette 36 bit di colore per il pixel). Poiché i file Exif/DCF non possono rappresentare questa intensità di colore, molti fornitori hanno sviluppato un formato RAW proprietario ed incompatibile.

    La maggior parte delle macchine fotografiche digitali possono anche catturare video - lo standard Exif non è previsto per i file video.

    Exif è molto spesso usato nelle immagini generate da scanner, ciononostante lo standard non prevede alcuna informazione specifica per gli scanner.

    Il software di manipolazione fotografica a volte non riesce ad aggiornare la miniatura inclusa dopo un'operazione di modifica, con la possibilità che si induca un utente a pubblicare involontariamente le informazioni non corrette.

    I metadati Exif sono vincolati ad una dimensioni di 64 Kb nei JPEG poiché secondo la specifica queste informazioni devono essere contenute all'interno di singolo segmento JPEG APP1. Anche se le estensioni FlashPix permettono che le informazioni usino multipli segmenti APP2 JPEG, queste non sono molto comuni.

Ciò ha spinto alcuni fornitori di macchine fotografiche a sviluppare tecniche non standard per immagazzinare le grandi anteprime di immagini usate da alcune macchine digitali per la presentazione su LCD.

Queste estensioni non standard normalmente sono perse se un utente risalva l'immagine usando un editor di immagini, con la possibilità che l'immagine sia incompatibile con la macchina fotografica originale che l'ha generata.

Alternative.

Extensible Metadata Platform (XMP) è stato creato da Adobe Systems come miglior formato di metadati per fotografia ed image processing. Ciò nonostante, è scarsamente supportato dalle fotocamere.

La seguente tabella visualizza i dati Exif per una foto effettuata con una tipica fotocamera digitale. Notare che le informazioni di authorship e copyright non sono generalmente fornite dalle fotocamere, così possono essere inserite successivamente.
Tag Valore
Manufacturer CASIO
Model QV-4000
Orientation top - left
Software Ver1.01
Date and Time 2003:08:11 16:45:32
YCbCr Positioning centered
Compression JPEG compression
x-Resolution 72.00
y-Resolution 72.00
Resolution Unit Inch
Exposure Time 1/659 sec.
FNumber f/4.0
ExposureProgram Normal program
Exif Version Exif Version 2.1
Date and Time (original) 2003:08:11 16:45:32
Date and Time (digitized) 2003:08:11 16:45:32
ComponentsConfiguration Y Cb Cr -
Compressed Bits per Pixel 4.01
Exposure Bias 0.0
MaxApertureValue 2.00
Metering Mode Pattern
Flash Flash did not fire.
Focal Length 20.1 mm
MakerNote 432 bytes unknown data
FlashPixVersion FlashPix Version 1.0
Color Space sRGB
PixelXDimension 2240
PixelYDimension 1680
File Source DSC
InteroperabilityIndex R98
InteroperabilityVersion (null)

La specifica Exif include anche una descrizione FPXR (FlashPix-Ready) informazione che può essere registrata nell'APP2 di un'immagine JPEG utilizzando una struttura simile a quella di un file FlashPix.[3]

Queste estensioni FlashPix permettono di preservare informazioni durante le conversioni tra immagini FPXR JPEG e FlashPix. La FPXR può essere trovata nelle immagini di alcuni modelli di fotocamere digitali di Kodak ed Hewlett-Packard. Di seguito un esempio delle informazioni FPXR riprese da un'immagine JPEG scattata dalla fotocamera Kodak EasyShare V570:


Tag Valore
Code Page 1200
Used Extension Numbers 1
Extension Name Screen nail
Extension Class ID 10000230-6FC0-11D0-BD01-00609719A180
Extension Persistence Invalidated By Modification
Extension Create Date 2003:03:29 17:47:50
Extension Modify Date 2003:03:29 17:47:50
Creating Application Picoss
Extension Description Presized image for LCD display
Storage-Stream Pathname /.Screen Nail_bd0100609719a180
Screen Nail (124498 bytes of data containing 640x480 JPEG preview image)







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mercoledì 28 dicembre 2011

5 applicazioni Linux per generare e applicare effetti audio digitali.

Alsa Modular Synth é un’implementazione digitale di un sistema modulare di sintesi analogica.

In pochi termini, ams mette a disposizione numerosi moduli di base (oscillatori, amplificatori, filtri di diversi tipi e molti altri) che si possono assemblare e personalizzare al fine di progettare un sintetizzatore virtuale utilizzabile in tutte le applicazioni host compatibili con JACK.

Va notato che, grazie a questo approccio e alle infinite combinazioni possibili, si hanno a disposizione innumerevoli configurazioni ed è possibile adottare la tecnica di sintesi che più si preferisce: è infatti possibile creare synth additivi, sottrattivi o a modulazione di frequenza con una incredibile semplicità e con pochi clic del mouse.

A differenza di ZynAddSubFX, Alsa Modular Synth (ams) adotta un approccio modulare, dove l'utente può creare il proprio synth virtuale a partire da moduli come oscillatori (VCO), amplificatori (VCA), inviluppi (ENV), filtri (VCF), etc...

Questo lo rende una piattaforma di sperimentazione molto avanzata, e permette la creazione di suoni molto interessanti nonché l'emulazione di sintetizzatori del passato (es. moog).

Lo trovatre all'interno dei repository ufficiali di Ubuntu, quindi installabile direttamente con Ubuntu Software Center.


Frinika è un'applicazione che permette di trasformare la propria linuxbox in una vera e propria sala di registrazione musicale, mettendo a disposizione numerosi strumenti per comporre i propri brani.

Si va dalle oprzioni di sequencer alla sintetizzazione, dalla possibilità di aggiungere effetti in tempo reale alla registrazione vocale tramite periferiche esterne.

Si tratta dunque di una completa workstation musicale, il cui scopo principale, a detta dell'autore, è quello di fornire una piattaforma di lavoro funzionale e semplice da utilizzare, per permettere a chiunque di creare musica con un PC.

Per fornire maggiore supporto agli utenti, lo sviluppatore ha deciso anche di creare un Wiki, nel quale vengono esplicate le principali funzioni dell'applicazione e sono presenti diversi tutorial, utili per iniziare a prendere confidenza con Frinika.

Il software in questione è scritto in Java, motivo per cui necessita dell'apposito interprete per essere eseguito.

L’unica dipendanza è Java 1.5 o superiore. Frinika è in continuo sviluppo, l’ultima versione stabile di cui si parla sul sito è la 0.7.1.



GNUitar è una soluzione del software libero che può essere usata per elaborare in tempo reale di effetto sano della chitarra.

Potete usare esso per aggiungere una certa deformazione alla vostra chitarra, o un certo reverb alla vostra voce.

Gli effetti disponibili sono:

· 2 generi di deformazione (uno è simulazione di Ibanez TubeScreamer 9)
· sostenere
· vari sapori di reverb, dell'eco & della mora
· coro/flanger
· wah-wah
· compensatore
· riduzione di disturbo
· phasor
· tremolo
· vibrato

Il programma usa i widgets di GTK (sia GTK 1.2 che filiali 2.x sono supportati) e OSS come strato sano underlying.

Qui sono alcune caratteristiche fondamentali “di GNUitar„:

· Estremamente - stato latente basso sui sistemi di linux; buon stato latente sulle finestre
· Numero largo degli effetti
· Facile ed intuitivo usare
· Leggero
· Disponibile sul linux e sulle finestre
· La grande trasferibilità - può ported a tutto l'UNIX
· Dipendenze basse
· la Aprire-sorgente e libera

Guitarix, è un'applicazione per creare gli effetti audio della nostra chitarra

Posso però descrivere Guitarix ed esporre le sue funzionalità, così da stuzzicare chi può conoscere l’argomento. Ma non parlo solo di chitarristi, perché in questo caso i più interessati sono probabilmente gli addetti allo studio del suono, i mixeristi forse.

Infatti si tratta di un software per Linux capace di amplificare un segnale preso in ingresso e dividerlo in due segnali in uscita, anche grazie all’ausilio di Jack, altro programma di cui ignoravo l’esistenza ma che, per quanto ho letto, ha davvero ottime referenze.

Guitarix ha un’interfaccia molto carina, ben realizzata, che ricorda da vicino la strumentistica usata dagli operatori al controllo delle console audio. Per avere un’idea dell’interfaccia si può visitare la pagina degli screenshot sul sito degli autori.

Non serve specificare altro perché le features del programma hanno una corrispondenza uno a uno con quanto riportato graficamente sull’interfaccia. Il programma si può scaricare tramite questo link, ma prima di installare il software fate comunque attenzione ad aver soddisfatto i requisiti presenti in home page.


Installazione:

Tramite repository, per farlo basta avviare il terminale e scrivere:

sudo add-apt-repository ppa:ferramroberto/extra && sudo apt-get update && sudo apt-get install guitarix

oppure chi ha installato sul proprio PC l'ultima versione di Ubuntu (Oneiric Ocelot) bast andare su Ubuntu Software Center ed installarlo. Molto semplice.

TuxGuitar consente di editare partiture e tabs per la chitarra.

Sotto Linux ci sono maggiori possibilità per quel che riguarda il playback, vista la facile integrazione con altri programmi per la riproduzione, ma non è questo lo scopo principale per cui è stato progettato.

Secondo me questo software è un utilissimo strumento per la didattica, usabile sia dal maestro per preparare le lezioni e gli esercizi sia per il chitarrista fai-da-te, che può vedere la teoria musicale da un punto di vista diverso; secondo me il programma può aiutare a capire meglio come funzionino le scale, gli accordi, i rivolti, il ritmo, ecc. ecc.. Non sostituisce un maestro, chiaro, ma aiuta tantissimo.

Il programma è di base un editor midi multi traccia, quindi nulla di rivoluzionario, che usa però come metodo di input, oltre al tradizionale puntatore del mouse che appiccica le note sul pentagramma, una rappresentazione di un manico di chitarra, o basso, oppure una tradizionale tastiera di pianoforte.

Per ogni nota possiamo indicare la dinamica (da ppp a fff), la durata, ed un sacco di indicazioni proprie della chitarra e del basso: nota stoppata, fantasma, accentuata, armonico, vibrato, bend, whammy bar, slide, hammer on – pull off, trill, leva tremolo, palm mute, staccato, tapping, slapping, popping, fade in.

Si può cambiare il tempo ad ogni battuta (di default è 4/4, ma nulla impedisce di editare 5/4, ¾, 6/8, ecc. ecc.) e si può cambiare la velocità del metronomo.
Per ogni traccia si può indicare la chiave, ed anche questo è un bell'allenamento per i pigroni che conoscono a malapena la chiave di sol.




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sabato 24 dicembre 2011

Aggiornamenti di sicurezza importanti per Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot: Advanced Configuration and Power Interface e High Quality Block Sorting e ISC DHCP Client..

Sappiamo tutti quanto sia importante mantenere aggiornato il proprio sistema operativo, ma è parimenti esperienza comune che spesso siano proprio gli aggiornamenti a introdurre nuovi bug. Ubuntu segue delle linee guida ben precise per gestire questa situazione.

La chiave di volta dell’intero discorso è che, una volta rilasciata la release, gli aggiornamenti non si fanno affatto, a meno che non riguardino vulnerabilità di sicurezza o bug particolarmente significativi.

Addirittura, nell’ottica di stabilizzare la release, già durante le ultime fasi di sviluppo l’ingresso di nuovi pacchetti dei vari software è sottoposto ad un controllo particolarmente rigido (una fase nota agli sviluppatori come “Feature Freeze”, appunto).

Gli aggiornamenti proposti a continuazione fanno parte del bollettino di sicurezza settimanale rilasciato da Canonical e riguardano in particolare:

  • Advanced Configuration and Power Interface.
  • High Quality Block Sorting.
  • ISC DHCP Client.

Advanced Configuration and Power Interface.


La specifica Advanced Configuration and Power Interface (ACPI) è uno standard industriale aperto rilasciato per la prima volta nel dicembre 1996 e sviluppato da HP, Intel, Microsoft, Phoenix e Toshiba. Essa definisce interfacce comuni per il riconoscimento dell'hardware, la configurazione e la gestione energetica di scheda madre e periferiche. Secondo la sua specifica, "L'ACPI è l'elemento chiave nella configurazione e gestione energetica controllata dal Sistema Operativo (OSPM)".

L'ultima revisione della specifica ACPI è la 5.0, rilasciata il 23 novembre 2011.

L'elemento più importante dello standard, la gestione energetica, ha avuto due miglioramenti importanti. La prima, è l'assegnazione del controllo energetico al sistema operativo. Questo contrasta con il modello APM che dava il controllo della gestione energetica al BIOS, con interventi limitati dal parte del sistema operativo. Nell'ACPI, il BIOS fornisce al sistema metodi per il controllo a basso livello dei dettagli dell'hardware così che abbia quasi il controllo completo sul risparmio energetico.

L'ACPI inoltre ha portato le funzioni di gestione energetica, precedentemente disponibili solo su PC portatile, anche su PC desktop e server. Ad esempio, il sistema può essere portato in stati di consumo energetico estremamente basso, in cui solo la memoria RAM (e spesso nemmeno quella) riceve energia, ma in cui un segnale di input (mouse, tastiera, modem) può velocemente "risvegliare" il sistema stesso.

Lo standard prevede tasti di supporto su normali tastiere per sospendere o spegnere il computer. Alcuni produttori (ASUS, Compaq) hanno esteso questa caratteristica anche ad altri tasti chiamati Power management keys.

L'ACPI richiede hardware compatibile (che includa registri ACPI, definiti dalla specifica). Il sistema operativo, il chipset della motherboard e per alcune funzioni anche la CPU, devono essere progettati per supportarlo.

Modifiche per le versioni:

Versione installata: 1:2.0.10-1ubuntu2
Versione disponibile: 1:2.0.10-1ubuntu2.3

Versione 1:2.0.10-1ubuntu2.3:

  * SECURITY UPDATE: Arbitrary code execution in the power button handling
    script (LP: #893821)
    - debian/powerbtn.sh: Ensure that the DBUS_SESSION_BUS_ADDRESS environment
      variable is only read from a process owned by the user that will be
      evaluating the variable.
    - CVE-2011-2777
  * SECURITY UPDATE: Unprivileged users may be able to write to directories
    and read files created by event handler scripts
    - event.c: Set a restrictive umask of 0077 before running an event handler
      script. Based on upstream patch.
    - CVE-2011-4578

 Modern computers support the Advanced Configuration and Power Interface (ACPI) to allow intelligent power management on your system and to query battery and configuration status.

ACPID is a completely flexible, totally extensible daemon for delivering ACPI events. It listens on netlink interface (or on the deprecated file /proc/acpi/event), and when an event occurs, executes programs to handle the event.

The programs it executes are configured through a set of configuration files, which can be dropped into place by packages or by the admin.

High Quality Block Sorting.


Bzip2 e` tra i piu` potenti tool di compressione in ambito UNIX il quale fornisce un altissimo livello di compressione esclusivamente per file e non per directory.

Per comprimere le directory e` possibile utilizzare il tool tar il quale e` in grado di servirsi di bzip2 per eseguire la compressione e/o relativa decompressione.

Bzip2 è un algoritmo di compressione dati libero da brevetti e open source.

L'ultima versione, la 1.0.6, è stata rilasciata il 20 settembre 2010.

Sviluppato da Julian Seward, venne rilasciato pubblicamente nel luglio del 1996 (versione 0.15). La sua popolarità aumentò in poco tempo in quanto la compressione era elevata e stabile: la versione 1.0 è stata rilasciata nel 2000.

bzip2 produce con la maggior parte dei casi file compressi molto piccoli rispetto a gzip o ZIP, tuttavia ne "paga" in prestazioni essendo leggermente più lento


  Modifiche per le versioni:
Versione installata: 1.0.5-6ubuntu1
Versione disponibile: 1.0.5-6ubuntu1.11.10.1

Versione 1.0.5-6ubuntu1.11.10.1:

  * SECURITY UPDATE: Fix temporary file creation race condition
    - bzexe: Ensure link target is a regular file. Patch from vladz.
    - http://bugs.debian.org/cgi-bin/bugreport.cgi?bug=632862#5
    - CVE-2011-4089

bzip2 is a freely available, patent free, high-quality data compressor. It typically compresses files to within 10% to 15% of the best available techniques, whilst being around twice as fast at compression and six times faster at decompression.
bzip2 compresses files using the Burrows-Wheeler block-sorting text compression algorithm, and Huffman coding.

Compression is generally considerably better than that achieved by more conventional LZ77/LZ78-based compressors, and approaches the performance of the PPM family of statistical compressors.

The archive file format of bzip2 (.bz2) is incompatible with that of its predecessor, bzip (.bz).

ISC DHCP Client.

Il pacchetto DHCP contiene sia i programmi client che server per DHCP. dhclient (il client) serve per connettere il proprio computer a una rete che usa DHCP per assegnare indirizzi di rete. dhcpd (il server) serve per assegnare indirizzi di rete alla propria rete privata.

 Modifiche per le versioni:
Versione installata: 4.1.1-P1-17ubuntu10
Versione disponibile: 4.1.1-P1-17ubuntu10.1

Versione 4.1.1-P1-17ubuntu10.1:

  * SECURITY UPDATE: denial of service via regular expressions
    - debian/patches/CVE-2011-4539.dpatch: add check for null pointer in
      common/tree.c.
    - CVE-2011-4539

This is the client from the Internet Software Consortium's implementation of DHCP. For more information visit http://www.isc.org.

Dynamic Host Configuration Protocol (DHCP) is a protocol like BOOTP (actually dhcpd includes much of the functionality of bootpd). It gives client machines "leases" for IP addresses and can automatically set their network configuration. If your machine depends on DHCP (especially likely if it's a workstation on a large network, or a laptop, or attached to a cable modem), keep this or another DHCP client installed.

Extra documentation can be found in the package isc-dhcp-common.

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martedì 20 dicembre 2011

I tag ID3 tramite una serie di metadati possono contenere informazioni su titolo, artista, album, genere ed altro.

ID3 è il nome di un insieme di informazioni aggiuntive inserite in un file audio di tipo MP3.

È l'abbreviazione di «Identify an MP3».

Queste informazioni vengono generalmente chiamate tag, una parola inglese che significa etichetta.

Date la necessità di sapere il titolo e il nome dell'artista del brano che si stava ascoltando, questi dati venivano inizialmente inseriti nel nome del file, allungandolo notevolmente e creando disordine. 

Inoltre non potevano venire utilizzati alcuni caratteri.

Per risolvere questi problemi vennero definiti i tag ID3 che, tramite una serie di metadati, possono contenere informazioni su titolo, artista, album, genere ed altro.

Il primo formato degli ID3 tag viene chiamato ID3v1 e venne introdotto nel 1996 da Eric Kemp con il programma "Studio3".

Per evitare che i player interpretassero gli ID3 tag come informazioni audio queste vennero inserite alla fine. Infatti i formati MPEG e MP3 sono provvisti di un segnale che ne indica la fine e i dati successivi vengono ignorati.

ID3v1 è piuttosto semplice ed è costituito da un unico blocco di 128 Byte rigidamente suddiviso: 3 Byte per indicare "TAG", 30 per il titolo, 30 per l'interprete, 30 per l'album, 4 per l'anno, 30 per un commento e 1 per il genere.

Un'apposita lista mette in relazione i vari valori con il genere. I caratteri per i campi di testo non sono definiti, ma di solito vengono utilizzati ASCII, ISO 8859-1 e Unicode nel formato UTF-8. Possono esserci quindi errori di interpretazione causati dall'utilizzo di segni particolari.

Data la rigidità dello standard ID3v1 il suo successivo ampliamento non fu facile. Nonostante ciò Michael Mutschler riuscì ad ampliarlo al formato ID3v1.1. Per farlo accorciò lo spazio per il commento da 30 a 28 Byte e utilizzò uno dei Byte così liberatosi per inserire il numero della canzone.


I numerosi difetti di ID3v1 (lunghezza limitata, pochi campi per i metadati, impossibilità di streaming) indussero Martin Nilsson a sviluppare un nuovo formato, i ID3v2 Tag.

A differenza delle prime versioni del formato, in questo nuovo i metadati vengono memorizzati all'inizio del file MP3, consentendo la loro lettura anche nei casi in cui non è disponibile l'intero file (ad esempio nei casi in cui il brano è riprodotto in streaming).

Essi sono fatti in modo tale che i player incapaci di interpretare i tag li saltino invece di cercare di leggerli come informazioni audio.

L'attuale versione (ID3v2.4) è provvista di numerosissimi campi, ma non esistono player in grado di interpretarli tutti. Le versioni 2.x aggiungono inoltre la possibilità di inserire all'interno del file una o più immagini relative ad esempio alla copertina dell'album al quale appartiene il brano

Programmi di auto-tag.

I programmi di auto-tag ricercano su Internet le informazioni di un file e compilano in automatico le schede della canzone o del file cercato, con autore, data, titolo, album.

Si tratta di programmi dedicati all'archiviazione dei file come Ant Movie Catalog per i film, o di opzioni presenti nei più diffusi riprodottori di contenuti audio e video. Ad esempio, Winamp e Windows Media Player hanno funzioni di questo tipo.

I programmi "studiano" il contenuto del brano che viene riconosciuto confrontando alcune sequenze di bit con altri di riferimento, ovvero calcolandone una stringa identificativa con un algoritmo di hash.

Identificata la canzone o il film, il programma si collega a banche dati proprietarie o open-source, liberamente aggiornate dagli utenti, e fanno un merge per riconciliare e sintetizzare i dati ottenuti.

Le stesse aziende informatiche che rilasciano questi software presentano banche dati di questo tipo. Anche Wikipedia presenta i dati relativi a film e canzoni in un formato tabella che è fruibile da questi programmi.

Alcuni di questi programmi sono in grado di estrarre informazioni anche da file non strutturati, e quindi non usano solo tabelle, ma anche file di testo presenti nei forum o in un sito web.

Il programma lancia la ricerca in vari motori, e rielabora i primi risultati ottenuti tramite parole chiave, occorrenze ed eventualmente l'uso delle ontologie. In questi casi, esso funziona come un metamotore di ricerca evoluto.

Installazione.

Installare ID3TAG editor in Nautilus:


Installiamo gmp3info:

sudo apt-get install mp3info-gtk

Le ultime versioni di gmp3 info:
  • (2011-11-01) Updated to version: gmp3info-0.8.5anb7
  • (2011-04-22) Updated to version: gmp3info-0.8.5anb6
  • (2011-01-13) Updated to version: gmp3info-0.8.5anb5
  • (2010-11-16) Updated to version: gmp3info-0.8.5anb4
  • (2010-09-14) Updated to version: gmp3info-0.8.5anb3
  • (2010-06-14) Updated to version: gmp3info-0.8.5anb2



Ora aprite il terminale e digitate:
sudo gedit /usr/bin/mp3tagedit
Inserite all'interno del file quanto segue:

#!/bin/bash
case $@ in
file:///*) echo $@ |sed 's/file:\/\///g' |sed 's/ /\\ /g' |sed 's/%20/\\ /g' |xargs gmp3info
esac

Ancora una volta digitate:

sudo chmod +x /usr/bin/mp3tagedit 
Aprite nautilus-actions da sistema–>preferenze (se non l’avete ancora installato, sudo apt-get install nautilus-actions)
Create una nuova azione di nautilus-actions, in cui metterete nella tab “azione” le informazioni generali dell’azione (a vostra discrezione), nella tab “command”, nella casella “path”: mp3tagedit mentre nella casella “Parameters”: %u ; nella tab “conditions”, nella casella “mimetypes” mettete i mimetypes dei formati per cui mostrare l’azione:
audio/x-mp3;audio/x-mpeg;audio/mpeg

Da terminale riavviate nautilus con:
killall nautilus
Screenshots.





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giovedì 15 dicembre 2011

MySQL Administrator è un software gratuito che permette di amministrare il database attraverso comandi visuali.

MySQL Administrator è un software gratuito sviluppato dallo stesso team di MySQL Server che permette di amministrare il database attraverso comandi visuali e ottenere informazioni tecniche sulle operazioni compiute dal software.

Con MySQL Administrator è possibile creare, cancellare e modificare database, monitorare la struttura delle tabelle gestire i backup e gli eventuali ripristini dei dati conservati.

Accanto a questa funzione di gestione dei dati, con Myql Administrator è possibile monitorare il peso che il server ha sulle risorse di sistema e lo stato delle connessioni attivate.

Per creare un nuovo database, chiamato Schema, per mezzo di MySQL Administrator basta fare clic sulla voce Catalogs dal menu di navigazione a sinistra e successivamente fare clic con il pulsante destro del mouse nella nuova zona che che compare al di sotto della zona di navigazione, scegliendo poi dal menu contestuale la voce Create New Schema.

Per popolare il nuovo database con i dati forniti da un file Sql, un'operazione richiesta da molte della applicazioni disponibili sul Web, si dovrà invece selezionare l'opzione Restore, fare clic sul pulsante Open Backup File presente in basso nella finestra, selezionare il file da una cartella del computer e scegliere dal menu a tendina segnato dalla voce Target Schema il database in cui inserire i dati e cliccare sul pulsante Start Restore.

Per evitare il messaggio di errore "A wrong character set was specified" emerso molte volte nelle nostre prove, occorre cambiare la voce File Charset da utf8 a latin1.

Introduzione a MySQL Administrator
.

MySQL Administrator è un programma per effettuare operazioni di amministrazione, come configurare il vostro server MySQL, tenere d'occhio il suo stato e le performance, avviarlo e fermarlo, effettuare backup, ed una serie di altri compiti di gestione.

Potete compiere la maggior parte di queste operazioni anche usando un'interfaccia a riga di comando, come quella fornita da mysqladmin o quella di mysql, ma MySQL Administrator offre dei vantaggi tra cui:

    La sua interfaccia grafica lo rende più intuitivo da usare.

    Fornisce una migliore visione d'insieme sulle impostazioni che sono di vitale importanza per le performance, l'affidabilità e la sicurezza dei vostri server MySQL.

    Mostra degli indicatori grafici di performance, rendendo così più facile determinare e regolare le impostazioni del server.

MySQL Administrator è progettato per lavorare con server MySQL nella versione 4.0 o successiva.

MySQL Administrator è in gran parte il risultato del feedback che MySQL AB ha ricevuto da molti utenti per un periodo di diversi anni. Comunque, se vi sembra che manchi qualche caratteristica importante o se scoprite un bug, usate il nostro MySQL Bug System per richiedere funzionalità o segnalare problemi.

Installazione sotto Linux
.

MySQL Administrator funziona sulle macchine Linux che hanno un ambiente desktop installato. E' stato progettato per funzionare sotto il desktop Gnome con le GTK2. E' stato testato con il kernel 2.4 e 2.6, ma dovrebbe funzionare anche su altre versioni, compresi un certo numero di sistemi operativi Unix.

Per installare MySQL Administrator, prima scaricate il tarball di installazione. Il nome del file tarball è mysql-administrator-version-linux.tar.gz, dove version indica la versione di MySQL Administrator (ad esempio 1.0.12).

Per vedere tutti i file contenuti nel tarball, eseguite questo comando:

    shell> tar -tzf  mysql-administrator-version-linux.tar.gz
 
Per installare MySQL Administrator, eseguite questo comando:

    shell> tar --directory=/opt -xzvf mysql-administrator-version-linux.tar.gz
 
Quest'ultimo comando installa i file binari dell'applicazione su /opt/mysql-administrator/bin. Spostatevi in quella directory ed eseguite mysql-administrator per avviare l'applicazione.

Pacchetti di installazione specifici per alcune distribuzioni saranno disponibili in futuro. 

Dato che MySQL server è disponibile attraverso i repository ufficiali, possiamo facilmente installare i pacchetti che ci servono attraverso Synaptic (System -> Administration -> Synaptic Manager) oppure da Ubuntu 9.10 Karmic Koala in poi con Ubuntu Software Center.

Click su “search” e cerchiamo per nome “mysql”. Ovviamente è sempre possibile l’alternativa da terminale:

sudo apt-get check mysql-server

Essenzialmente abbiamo bisogno del mysql-server package e delle sue dipendenze e con questa operazione, di fatto, installiamo MySQL. L’installazione dovrebbe avviare automaticamente il server, potete controllare con un:

ps -ef | grep mysql

da terminale e verificare che vi sia mysqld tra i processi attivi. Dal output vedrete anche la porta su cui il server è in ascolto (di default è la 3306).

A questo punto si aprono due alternative: fermarsi qua e gestire MySQL attraverso la riga di comando oppure installare le comode interfacce grafiche (GUI) per fare il lavoro sporco in maniera più amichevole.

Per chi sceglie la prima strada occorre avviare il server:

sudo /etc/init.d/mysql start

Buona cosa cambiare la password dell’utente root (di MySQL non del sistema)

mysqladmin -u root password *vostra-password*

mysql -u root -p

poi non rimane altro che loggarsi con la nuova password che vi verrà richiesta.

Per la documentazione fare riferimento qui e alle pagine man dei comandi.

Dato che mi piaciono le cose comode, spendo qualche parola in più sull’alternativa grafica. Esistono due utili strumenti che possiamo installare per amministrare il nostro MySQL server attraverso una comoda interfaccia grafica: MySQL Administrator (per compiti di amministrazione) e MySQL Query Browser (per le operazioni su DB: select, update, insert, ecc.). Per entrambi è disponibile una guida in italiano qui.
Per installere questi due utili tools al solito si può procedere tramite terminale:

sudo apt-get check mysql-admin
sudo apt-get check mysql-query-browser

oppure tramite Synaptic. Una volta installati saranno disponibili nel menù Applicazioni (Applications -> Programming). Avviamo MySQL Administrator:


MySQL Administrator

Inizialmente l’utente root non ha nessuna password quindi il campo va lasciato vuoto. La porta è quella di default (3306). Ci sono già due DB presenti (vedi voce “Catalogs”) ma sono di sistema e non vanno toccati. Per iniziare a smanettare consiglio di seguire i seguenti passi:
  1. Selezionare “User Administration” poi “root” nello spazio in basso a sinistra e assegnate una password di vostra scelta all’utente (che va ovviamente memorizzata)
  2. Cliccare su “New User” nella stessa finestra e create uno user a vostro piacere.
  3. Cliccare su “Catalogs”. Nello spazio in basso a sinistra vedrete i database attualmente presenti sul server. Click con il tasto destro del mouse su uno dei DB nella lista e selezionate “Create Schema”.Date un nome al vostro nuovo DB (per es. test) e salvate le modifiche apportate.Create new schema
  4. Selezionare di nuovo “User Administrator”. Selezionate lo user che avete creato al passo 2 nella lista in basso a sinistra e poi selezionate “Schema Privileges”. Selezionare il nuovo DB creato al passo precedente. Selezionare i privilegi che vogliamo assegnare al nostro user sul DB di prova (dato che è solo una prova potete selezionare tutte le voci). Click sulla freccetta per spostare i privilegi nella colonna “Assigned Privileges”.
Fatto questo lo user avrà la possibilità di operare liberamente sul DB che abbiamo creato, creando tabelle, definendo constraints ed eseguire query (previa una certa dimistichezza con SQL) utilizzando MySQL Query Browser (Applications -> Programming -> MySQL Query Browser)
MySQL Query Browser

dove “vostro-user” è il nome dello user creato al passo 2 e “vostro-db” è il nome del DB creato al passo 3.

Ultima nota da tenere presente. MySQL viene installato di default come servizio, vale a dire come programma che parte all’avvio del sistema. È probabile che sul vostro desktop questa configurazione non sia ottimale: se si tratta di un database di test che usate solo in locale potreste valutare di disabilitarlo come servizio ed evitare di avere la porta 3306 perennemente aperta in ascolto. Per disabilitare il servizio: menù System -> Administration -> Services togliete il flag alla voce relativa a MySQL e chiudete la finestra. Il servizio verrà chiuso immediatamente e rimmarrà chiuso anche ai successivi riavvii dovrete perciò avviare MySQL a mano ogni volta ne avrete necessità. Essendo un servizio, troverete lo script in:

/etc/init.d

per cui potete avviarlo da terminale con il comando:

sudo /etc/init.d/mysql start

e stopparlo con:

sudo /etc/init.d/mysql stop

In ogni momento potete verificare lo stato del server MySQL con i seguenti due comandi da terminale:

ps -ef | grep mysql

per controllare se MySQL è tra i processi attivi sul vostro pc oppure:

sudo netstat -tap | grep MySQL

per evidenziare le porte e connessioni aperte da MySQL (sempre che sia avviato).








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lunedì 12 dicembre 2011

CdParanoia è un ripper che permette di creare file WAV, RAW o AIFF partendo da un CD audio.

Introduzione a CDParanoia.

CdParanoia è un ripper che permette di creare file WAV, RAW o AIFF partendo da un CD audio.

E' un programma per Linux ed è completamente a riga di comando.

La versione del programma descritta in questa pagina è la 9.8 ma rimane valida anche per le altre versioni.

Il pacchetto CDParanoia contiene uno strumento per l'estrazione dell'audio dai CD. Esso serve per estrarre file .wav da CD audio. E' necessario un drive CDROM abilitato a CDDA. Possono essere usati praticamente tutti i drive supportati da Linux.

Informazioni sul pacchetto


Download e patch necessarie.


Installazione di CDParanoia.

Installare CDParanoia eseguendo i seguenti comandi:

patch -Np1 -i ../cdparanoia-III-alpha9.8-includes-1.patch &&
patch -Np1 -i ../cdparanoia-III-alpha9.8-gcc34-1.patch &&
./configure --prefix=/usr &&
make

Ora, come utente root:

make install &&
chmod 755 /usr/lib/libcdda_*.so.0.9.8

Configurazione di CDParanoia.

Informazioni di configurazione.

Come per molte librerie non bisogna fare nessuna configurazione, tranne che la directory della libreria, ad esempio /opt/lib o /usr/local/lib devono apparire in /etc/ld.so.conf, così che ldd possa trovare le librerie condivise. Dopo aver verificato che è questo il caso, /sbin/ldconfig deve venire eseguito mentre si è nel sistema come root.

Contenuti.
Programma installato: cdparanoia
Librerie installate: libcdda_interface.[so,a] e libcdda_paranoia.[so,a]

Brevi descrizioni.

cdparanoia

è usato per il 'ripping' di un cd audio. Il ripping è il processo di estrazione digitale della musica da un cd audio.

libcdda_interface.[so,a]

contiene funzioni usate da cdparanoia, così come da altri pacchetti, che possono identificare automaticamente se un dispositivo CD è compatibile CDDA.

libcdda_paranoia.[so,a]

contiene funzioni usate da cdparanoia, così come da altri pacchetti, che forniscono verifica dati, sincronizzazione, gestione degli errori e capacità di ricostruzione da zero.

Aggiornamenti:

Ultima versione stabile rilasciata:

CdPranoia III 10.2

Le opzioni possibili sono:






Comando


Significato
-v--verboseextra verbose operation
-q--quietquiet operation
-e--stderr-progressforce output of progress information to stderr (for wrapper scripts)
-V--versionvisualizza versione e informazioni sul programma ed esce
-Q--queryrileva il device, lo interroga ed esce
-B--batchmodalità batch (salva le tracce in più file)
-s--search-for-drivericerca completa dei drive
-h--helphelp
-p--output-rawoutput raw 16 bit PCM in host byte order
-r--output-raw-little-endianoutput raw 16 bit little-endian PCM
-R--output-raw-big-endianoutput raw 16 bit big-endian PCM
-w--output-wavoutput as WAV file (default)
-f--output-aiffoutput as AIFF file
-a--output-aifcoutput as AIFF-C file
-i--output-info output human readable ripping info to file
-c--force-cdrom-little-endianforce treating drive as little endian
-C--force-cdrom-big-endianforce treating drive as big endian
-n--force-default-sectors force default number of sectors in read to n sectors
-o--force-search-overlap force minimum overlap search during verification to n sectors
-d--force-cdrom-device disabilita l'autorilevamento del device
-g--force-generic-device usa lo SCSI device specificato
-z--never-skipnever accept any less than perfect data reconstruction (don't allow 'V's)
-Z--disable-paranoiadisable all paranoia checking
-Y--disable-extra-paranoiaonly do cdda2wav-style overlap checking
-X--disable-scratch-detectionignora i salti (scratches)
-W--disable-scratch-repairdisable scratch repair (still detect)








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sabato 10 dicembre 2011

Deja Dup, un programma per fare copie di backup minimalista nell'aspetto presenta funzioni all'avanguardia.

Si tratta di un tool ufficiale per GNOME che serve a effettuare copie di sicurezza dei file di sistema, leggero e unico nel suo genere.

Entrando nel merito dell’applicazione, Déjà Dup consente di selezionare i folder di cui predisporre backup che possono essere on demand o, basati su una pianificazione temporale configurabile: il salvataggio delle copie può avvenire anche su server Amazon S3 – che rappresenta l’opzione predefinita – e selettivamente crittografato.
Nulla vieta, spazio permettendo, di usare il path di Dropbox.

Come si può notare dallo screenshot, l’interfaccia di backup e ripristino è piuttosto minimale… ma Déjà Dup implementa anche una voce nel menù contestuale di GNOME per riportare una data cartella alla situazione in cui si trovava al momento dell’ultima copia.


Caratteristiche:

  • I backup effettuati possono essere mantenuti per sempre oppure cancellati dopo un tot di tempo: nella sua semplicità è un software completo.

  • Déjà Dup è molto semplice da usare,ha solo due pulsanti, uno per il backup e l'altro per ripristinare.

  • C'è la possibilità di crittografare i dati,di aggiungere o rimuovere le cartelle da includere e inoltre si possono scegliere diversi protocolli per il trasferimento.

  • I backup possono essere programmati ad orari regolari (giorno, settimana, mese).
  • Déjà Dup si integra perfettamente in Gnome.


Installazione:

Déjà Dup è stato definitivamente rimosso dai repository ufficiali e quindi non sarà più presente di default.

Il nuovo gestore di backup arriva integrato nelle Impostazioni di Sistema.


Per la configurazione basta cliccare su Backup.

Per le versioni anteriori di Ubuntu:

Aggiungiamo i repository dal terminal:

sudo add-apt-repository ppa:deja-dup-team/testing

sudo apt-get update

sudo apt-get install deja-dup

Download.

The Precise Pangolin (active development)
  21.1-0ubuntu2 release (main) 3 weeks ago

The Oneiric Ocelot (current stable release)
  20.0-0ubuntu3 release (main) 9 weeks ago
  20.1-0ubuntu0.2 updates (main) 12 days ago

The Natty Narwhal (supported)
  18.1.1-0ubuntu1.1 updates (universe) 22 weeks ago
  18.1.1-0ubuntu1 release (universe) 32 weeks ago

The Maverick Meerkat (supported)
  16.0-0ubuntu1 release (universe) 61 weeks ago
  16.1.1-0ubuntu1 updates (universe) 43 weeks ago

The Lucid Lynx (supported)
  14.0.3-0ubuntu1 release (universe) 84 weeks ago
  14.2-0ubuntu0.1 updates (universe) 63 weeks ago

Screenshots.


 

 



 








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