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lunedì 14 maggio 2012

La libertà si conquista: non si può comprendere il significato e il valore del «software libero», se prima non si comprende cosa sia la libertà.

software liberoNon si può comprendere il significato e il valore del «software libero», se prima non si comprende cosa sia la libertà. Per cominciare occorre circoscrivere un contesto, quindi, ci si può domandare se nell'ambito di questo si è libero o meno.

Si è liberi quando non si attribuisce ad altri la responsabilità per le proprie mancanze; mancanze intese come qualcosa che non si può fare, essere o avere. In altri termini, si potrebbe dire che si è liberi quando non si avvertono limiti ai propri desideri.

I limiti al proprio desiderio possono essere dovuti all'ambiente, ma più spesso di quanto ci si renda conto, si cerca di proiettare all'esterno la colpa di ciò che invece è solo una mancanza personale.

Essere liberi vuol dire essere soli di fronte a se stessi; vuol dire fare affidamento esclusivamente sulle proprie forze; vuol dire essere responsabili a tutti gli effetti.

Il software libero offre la libertà nell'informatica, ma questa libertà, per essere esercitata, richiede competenza. Senza competenze, il cui apprendimento è molto costoso in termini di impegno, non si può beneficiare di questa libertà.
gnu-tux
Chi copia illegalmente il software proprietario crede forse di avere conquistato qualcosa; invece, oltre che commettere un reato, dichiara apertamente l'incapacità di afferrare la propria libertà informatica. Ma non è colpa della società in cui vive e nemmeno della tale azienda produttrice che per lui non fa un'eccezione. È solo colpa sua, perché il software libero richiede impegno.

L'evoluzione umana del nuovo secolo dipenderà dall'informatica. Solo se gli strumenti informatici saranno usati e gestiti consapevolmente, ma soprattutto solo se la conoscenza di tali strumenti sarà diffusa, si potrà parlare di «evoluzione»; diversamente si creerà una dipendenza da ciò che non si conosce e da cui, di conseguenza, non ci si può difendere.

Il software libero, è tale perché può essere usato, studiato, modificato e gestito come si vuole, senza doversi fidare, senza dover dipendere necessariamente da qualcun altro per la sua messa a punto. Pertanto, la sfida del software libero non serve semplicemente a soddisfare l'esigenza della «copia libera», anche se questo è il primo bisogno che si avverte, ma serve soprattutto per dare la «libertà di parola» del futuro.

Non è con le pretese che si ottiene la libertà; tanto meno con l'invidia. La libertà si conquista e il punto di inizio è de
software_libero
Software Libero vs. Open Source.

Benché i due termini siano spesso utilizzati per indicare la stessa cosa, il significato ovvio di Open Source è: puoi guardare il codice sorgente. Questo è vero non solo per il Software Libero, ma anche per software semiliberi e addirittura per qualche software proprietario.
L'Open Source è diventato di moda, negli ultimi tempi non sono rari i casi di aziende che utilizzano tale termine in frasi ambigue al solo scopo di attrarre l'attenzione verso prodotti proprietari.

opensource
Ancor più preoccupante il fenomeno di aziende Linux che inseriscono in posizioni chiave del loro sistema, software proprietari quali installer grafici o tool per la configurazione, definendoli software a valore aggiunto.
L'evento più emblematico di questa situazione ambigua proviene dallo stesso movimento Open Source ed è il caso della licenza Apple APSL (Apple Public Source License).

Proprio questa licenza rappresenta la prima vera spaccatura tra il movimento Open Source e la comunità del Software Libero, la OSI ha infatti dichiarato conforme alla Open Source Definition la versione 1.2 di tale licenza, mentre la FSF, pur ammettendo che Apple ha compiuto due grandi passi in avanti rispetto la versione 1.0, non la considera ancora una licenza libera.

Il software rilasciato sotto licenza APSL è quindi Open Source, ma non è Libero.

D'ora in poi, i due termini non potranno più essere usati come sinonimi, quindi, evitate di utilizzare il termine Open Source, quando volete riferirvi al Software Libero.
open-source-vs-free-software  

Sfatiamo alcuni miti
Il software libero è gratuito
È falso: la libertà del software non ha nulla a che vedere con il suo prezzo. Benché gran parte del software libero più diffuso sia distribuito gratuitamente, ci sono programmatori che vivono della vendita e della manutenzione dei programmi liberi da loro creati.
Il software gratuito è libero
È falso. Molti programmi proprietari vengono distribuiti gratuitamente.
Il software libero è privo di copyright
È falso. Benché si possa rinunciare al copyright su un proprio programma e renderlo così di pubblico dominio, la gran parte del software libero è distribuito con una licenza. Per esempio, sono licenze di copyright la licenza BSD e la GNU GPL, anche se per qualificare quest'ultima spesso si parla di permesso d'autore (copyleft).
L'introduzione del software libero nella scuola e nella Pubblica Amministrazione, ma anche nei paesi poveri, ridurrebbe i costi relativi al software
Potrebbe essere vero, ma una seria valutazione dei costi è molto difficile. Qualunque tipo di software, se usato in ambito non domestico, ha dei costi di manutenzione che sono solitamente maggiori del suo prezzo di acquisto. I motivi per sostenere l'uso del software libero, specie in ambiti pubblici, riguardano anzitutto la libertà, non il prezzo.
Chi scrive un programma libero lo deve pubblicare su Internet
È una falsa argomentazione spesso usata per scoraggiare un'azienda dall'uso di una licenza libera per i suoi programmi. Sia gli autori che gli acquirenti di un programma libero hanno il diritto di distribuirlo a titolo oneroso o gratuito, ma non hanno alcun obbligo in tal senso.


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domenica 13 maggio 2012

Google Drive il nuovo sistema di archiviazione online fa scattare le prime polemiche.

Google_Drive_LogoCome ampiamente annunciato nei giorni scorsi, Google oggi ha lanciato Drive, il suo nuovo servizio per conservare e condividere file online.

Il sistema è già disponibile e può essere attivato attraverso l’indirizzo http://drive.google.com, per chi è già in possesso di un account Google (se usate Gmail, per esempio).
Su Google Drive possono essere caricati tutti i tipi di file, dai pdf ai video, passando per le foto, i documenti, i fogli di calcolo e molto altro ancora. I file sono salvati online e sono quindi accessibili da qualsiasi dispositivo che sia connesso a Internet.

Il lancio di Google Drive è avvenuto puntualmente il 24 aprile e sul Web, invece che l’atteso entusiasmo, circolano le prime polemiche. A far discutere sono le norme di utilizzo e, in particolare, la possibilità che Google possa “ficcare il naso” nei documenti degli utenti.

Il nuovo servizio del gigante californiano non è in realtà nulla di nuovo: si tratta di un sistema di archiviazione online (5 gigabyte di spazio gratuito) che somiglia al già conosciuto e diffusissimo Dropbox, che offre però solo 2 GB gratuitamente. In termini di capienza, però, Google non ha il record: a superarla è Microsoft, che ha proprio in questi giorni (un caso?) regalato ai suoi utenti SkyDrive un’espansione a ben 25 gigabyte.

Le caratteristiche di base sono le stesse: usando un sistema di archiviazione online è possibile memorizzare documenti, musica, video e qualsiasi tipo di dati per potervi accedere in qualsiasi momento via Internet.
Altro problema è quello della tutela del copyright.

I sistemi di archiviazione online permettono infatti di condividere con chiunque i file caricati nei vari “drive” e rischiano di trasformarsi in un potentissimo strumento per la distribuzione di documenti, musica e video. Basta inviare un’email (o pubblicare sul Web) un collegamento perché chiunque possa scaricare i file. Nelle condizioni di utilizzo, Google afferma di “Fornire informazioni per aiutare i titolari di copyright a gestire la loro proprietà intellettuale online”. Non è chiaro se questo comporti un monitoraggio del materiale che verrà caricato su Google Drive o meno. I più pessimisti, però, temono che l’ipotesi sia tutt’altro che remota.

Drive è pensato per funzionare in maniera completamente integrata con gli altri prodotti Google. Potete già condividere le vostro foto da Drive a Google+ e presto sarà anche possibile allegare file da Drive direttamente nei messaggi Gmail.
Documenti
Google Docs, il sistema per creare e condividere documenti di testo, presentazioni e fogli di calcolo, è stato integrato all’interno del nuovo Google Drive. Questo consente di aggiornare in tempo reale i propri elaborati e condividerli con altre persone, che possono aggiungere commenti e apportarvi – se ne hanno l’autorizzazione – particolari modifiche. I file possono anche essere resi pubblici, condivisi con più persone attraverso un link.

Ovunque
Il sistema mantiene a portata di mano tutti i file ovunque ci si trovi. Oltre alla versione per browser, la più semplice e immediata da visualizzare, ci sono applicazioni di Google Drive per computer, Mac, per tablet e smartphone che utilizzano Android, il sistema operativo per dispositivi mobili di Google. Presto sarà anche disponibile una app studiata apposta per iOS, il sistema operativo degli iPhone e degli iPad. I programmi per Mac e PC sono particolarmente interessanti perché consentono di avere direttamente una cartella virtuale sul proprio computer: inserendovi un file, questo viene direttamente salvato online e condiviso sugli altri dispositivi sui quali si utilizza il proprio account Google.

Ricerca
Per centinaia di milioni di persone nel mondo, Google è prima di tutto sinonimo di ricerca online. I responsabili di Google Drive hanno deciso di applicare la stessa idea anche per il nuovo servizio, così da rendere il più semplice possibile il reperimento dei propri file.

Il sistema di ricerca permette di trovare i file per specifiche parole chiave ed è dotato anche di una opzione OCR, un servizio che legge automaticamente i documenti scansionati riconoscendo le parole nelle frasi. Sarà quindi possibile ritrovare un ritaglio di giornale scansionato e caricato online. Un altro servizio, ancora sperimentale, serve per riconoscere automaticamente il contenuto delle fotografie caricate online. Il servizio confronta le foto con i propri database alla ricerca di elementi in comune. Sarà quindi possibile caricare le proprie foto di un viaggio a Parigi e ritrovarle cercando come parola chiave “Parigi” anche se saranno prive di descrizione.

Spazio
Google offre a tutti uno spazio pari a 5 GB per conservare i propri file online. Per chi volesse caricare molti più contenuti, c’è la possibilità di effettuare degli upgrade. Con un abbonamento di 2,49 dollari al mese si ottengono 25 GB, per 100 GB servono 4,99 dollari al mese. Poi, per gli esagerati, c’è anche la possibilità di avere 1 TB di spazio a 49,99 dollari al mese. L’upgrade comporta anche una estensione della capacità della propria casella di posta Gmail.

Google+
Google Drive è stato studiato per interagire con molti altri prodotti di Google. Una delle prime integrazioni disponibili interessa Google+, il social network della società che fino a ora ha faticato ad affermarsi e a confrontarsi con la concorrenza di Facebook, che ha da poco superato i 900 milioni di iscritti in tutto il mondo. Con Google Drive si possono condividere su Google+ le proprie foto salvate online, altri servizi arriveranno in futuro come la possibilità di inviare file di grandi dimensioni direttamente da Gmail sfruttando Google Drive.

Concorrenza
L’arrivo del nuovo servizio è destinato a cambiare le cose per la concorrenza. Dropbox offre da tempo un servizio simile a quello di Google Drive, ma offre solamente 2 GB di spazio gratuitamente e non può offrire la stessa mole di servizi aggiuntivi che Google annuncia di voler mettere a disposizione. Microsoft ha da poco dato una rinfrescata al proprio servizio SkyDrive per conservare online e condividere i propri file, ma il sistema è principalmente concentrato sulle funzionalità di Windows e non è ancora molto diffuso.

Infine c’è Apple, che fino allo scorso anno offriva un servizio simile a Google Drive all’interno del proprio sistema MobileMe, ora in fase di dismissione e sostituito da iCloud, che non permette di salvare i propri file online (funziona solo per sincronizzare tra diversi dispositivi particolari tipi di file come immagini e canzoni). Google non ha quindi davanti una concorrenza molto agguerrita e potrebbe ritagliarsi in breve tempo uno spazio importante, utile per rilanciare anche l’utilizzo di altri suoi servizi a partire da quelli legati alla gestione di documenti e a Google+.

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sabato 12 maggio 2012

7-zip supporta un numero elevato di altri formati di archivio

7zip-icon7-zip è un programma di compressione di file open source progettato originariamente per Microsoft Windows. 7-zip lavora col formato archivio 7z, e può leggere e scrivere in molti altri tipi di file archivio. 

Il programma può essere usato da un'interfaccia a riga di comando e da un'interfaccia grafica, attraverso l'integrazione della shell di Windows. 7-zip nacque nel 2000 ed è attivamente sviluppato da Igor Pavlov. È associato ad un port cross-platform, p7zip. 7-zip è distribuito sotto la GNU Lesser General Public License, è stato il vincitore nel 2007, per numero di scelte nella community Sourceforge come “Miglior progetto” e “Progetto Tecnico”.

Come predefinita, 7-zip crea archivi di formato 7z, con l'estensione .7z. Ciascun archivio può contenere molteplici file e cartelle. Come formato container, la sicurezza o la riduzione di grandezza sono raggiunte utilizzando una combinazione di filtri impilati. Questi possono essere pre-processori, algoritmi di compressione e filtri di cifratura. Il nucleo della compressione dei file .7z usa varietà di algoritmi, i più comuni sono bzip2, LZMA2 e l'LZMA. 

Sviluppato da Igor Pavlov, l'LZMA è un sistema relativamente nuovo che fa il suo debutto come parte del formato 7z. L'LZMA è costituito da un grande dizionario scorrevole basato sull'LZ di grandezza fissa di 4Gb, appoggiato su di un range coder. Il formato nativo dei file formato 7z è aperto e modulare. Tutti i nomi dei file sono memorizzati con caratteri Unicode. Le specifiche ufficiali del file formato 7z sono distribuite con il codice sorgente del programma. Le specifiche possono essere trovate in formato testo nella sottocartella doc/ del codice sorgente.

Altri formati supportati.
7zip1
7-zip supporta un numero elevato di altri formati di archivio compressori e non compressi, includendo: Compressione e decompressione di ZIP, gzip, bzip2, tar e nella versione beta della 9, xy. Permette solo la decompressione dei formati CAB (Microsoft cabinet file), RAR, MSLZ, SWF, FLV, Arj, Z, LHA, CPIO, SMZIP, JAR, immagini ISO CD/DVD (7-zip nelle versioni 4.42 e superiori), DMG, HFS, RPM e archivi debian (DEB). Stando al sito web di 7-zip, dalla versione 4.65 (del 2 marzo 2009) 7-zip può estrarre altri formati, supporta anche ARJ, CAB, CHM, CPIO, DEB, DMG, HFS, ISQ, LZH, LZMA, MSI, NSIS, RAR, RPM, UDF, WIN, XAR, Z (supporto totale sull'estrazione e archiviazione è fornita per i seguenti formati: 7z, zip, gzip, bzip2 e tar). 7-zip è capace di aprire alcuni file MSI, permettendo l'accesso ai meta-file all'interno con tutti i contenuti principali. 

Alcuni formati di installer di Microsoft come il file CAB (compressione LZX) e NSIS (LZMA) possono essere aperti, significa che 7-zip può essere usato per verificare se un binary-file è un archivio. In maniera simile, alcuni programmi eseguibili (.exe) possono essere aperti come archivi e si può estrarre il proprio contenuto con 7-zip. Quando 7-zip comprime i file zip e gzip utilizza un codificatore Deflate fatto in casa che è spesso capace di raggiungere più alti livelli di compressione del più comune codificatore DEFLATE della zlib, a scapito della velocità di compressione. L'implementazione del codificatore DEFLATE di 7-zip è disponibile separatamente come parte della raccolta di utilità dell'AdvanceCOMP. 

Nella forma p7zip, la versione a riga di comando è stata adottata per l'utilizzo per sistemi operativi modello UNIX, come Linux, FreeBSD, Mac OS X e AmigaOS 4. Ci sono varie front.end per p7zip come Q7Z.

Caratteristiche del programma .
    Offre un altissimo rapporto di compressione col formato 7z tramite l'algoritmo di compressione LZMA;
    7-Zip è software libero distribuito con licenza GNU LGPL;
    Supporta più formati di archiviazione:
        Sia compressione che decompressione: 7z, ZIP, gzip, bzip2 e TAR;
        Solo decompressione: RAR, CAB, ARJ, LZH, CHM, Z, CPIO, RPM Package Manager, deb, ISO 9660 ed i file eseguibili creati da Nullsoft Scriptable Install System;
    Per i formati ZIP e gzip fornisce un rapporto di compressione migliore del 2-10% rispetto a quello di PKZip e WinZip;
    Può creare archivi 7z autoestraenti;
    È integrato con la shell di Windows;
    Dispone di un file manager;
    Dispone di una versione con interfaccia a riga di comando;
    È disponibile anche sotto forma di plugin per il programma FAR Manager;
    Ha localizzazioni per 74 lingue.

Installazione.

7zip
Aprire Ubuntu Software Center cercare la voce 7zip e cliccarci sopra.

Screenshots.
7zip archiver
7zip1
7zip2
7zip3
7zip4
7zip5

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giovedì 10 maggio 2012

I migliori Lens presenti in Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot e Ubuntu 12.04 Precise Pangolin, prima puntata.

unity_logoUnity ha sicuramente cambiato radicalmente l'esperienza utente confronto il buon vecchio Gnome 2. 

L'utilizzo di Unity si concentra sopratutto dal Dash il quale ci permette di effettuare ricerche sia delle applicazioni che file ed oltre estenderne alcune funzionalità grazie all'integrazione di nuovi Lens di ricerca. 

A differenza del Gnome Panel dove avevamo i classici menu a tendina con le varie applicazioni catalogate per categorie su Unity la ricerca e avvio delle applicazione avviene dal Lens dedicato alle applicazioni sul quale o cerchiamo l'applicazione dall'elenco completo oppure digitiamo nella barra di ricerca il nome dell'applicazione da avviare.

A continuazione la prima parte dei 10 dei migliori Lens disponibili per Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot y Ubuntu 12.04 Precise Pangolin.

1.- Ubuntu GMusicBrowser Scope  plugin para el lanciatore di  Unity que visualizza la libreria di GmusicBrowser in Music Lens.

Ubuntu-GMusicBrowser-Scope-for-Unity

Installazione:

Da terminal digitare:
sudo add-apt-repository ppa:markjtully/ppa sudo apt-get update && sudo apt-get install gmusicbrowser-scope

Riavviare la sessione. Disponibile solo per Ubuntu 11.10 (Oneiric Ocelot).

2.- Ubuntu Stock Quotes Ticker plugin per il lanciatore di Unity que ti permette di cercare informazioni nella Borsa USA tramite la pagina web di Yahoo!.

Ubuntu-Stock-Quotes-Lens-for-Unity

Installazione:

Da terminal digitare:

sudo add-apt-repository ppa:scopes-packagers/ppa sudo apt-get update && sudo apt-get install -y unity-stock-ticker-lens

Riavviare la sessione. Disponibile solo per Ubuntu 12.04 LTS (Precise Pangolin).

3.- Ubuntu Cooking Lens è un plugin per il lanciatore di Unity che ti permette cercare ricette direttamente dal Dash di Unity.
Ubuntu-Cooking-Lens-for-Unity

Installazione:

Da terminal digitare:

sudo add-apt-repository sudo ppa:gotwig/lens-cooking sudo apt-get update && sudo apt-get install -y unity-lens-cooking


Riavviare la sessione. Disponibile solo per Ubuntu 12.04 LTS (Precise Pangolin).

4.- Ubuntu Torrents Lens progetto realizzato con la collaborazione di The Pirate Bay, noto portale warez, che porta la ricerca di file torrent direttamente su Unity con un’ apposita lens da integrare in Ubuntu 11.10 e 12.04.

Il funzionamento è molto semplice: una volta installata, dobbiamo recarci nell’ apposita sezione della Dash e inserire all’ interno del box di ricerca quello che vogliamo cercare. Fatto questo, avviata la ricerca, ci verranno mostrati tutti i torrent disponibili per il download con relative informazioni quali estensione del file e grandezza e basterà cliccare per dare inizio al download.

Inoltre, è anche compatibile con appositi torrent client quali Transmission, Deluge, Qbittorrent: basterà trascinare i file che vogliamo scaricare con il Drag & Drop nel programma che utilizziamo dopo averlo avviato.
Ubuntu-Pirate-Bay-Torrents-Add-on-for-Unity
Come installarlo? Ecco come fare per Ubuntu 11.10 e Ubuntu 12.04!

Basta recarci nel terminale e digitare i seguenti comandi:


   sudo add-apt-repository ppa:scopes-packagers/ppa
    sudo apt-get update
    sudo apt-get install unity-lens-torrents unity-scope-piratebay

 
5.- Ubuntu Grooveshark Scope è un plugin per ill Dash di Unity. Grazie a Unity Scope Grooveshark potremo effettuare ricerche su Grooveshark dal nostro Dash direttamente dal Music Lens, difatti una volta inserito l'artista, album o brano da ricercare (presente e non nella nostra collezione) avremo i risultati della ricerca direttamente nel nostro Dash baserà un click sul brano preferito per avviare il nostro Browser su Grooveshark alla riproduzione del brano richiesto.

Semplicissimo da installare grazie al PPA dedicato per installare Unity Scope Grooveshark su Ubuntu 11.10 Oneiric basta da terminale digitare:

Ubuntu-Grooveshark-Scope-for-Unity

Installazione:
sudo add-apt-repository ppa:scopes-packagers/ppa
sudo apt-get update
sudo apt-get install unity-scope-grooveshark




Disponibile per Ubuntu 11.10 (Oneiric Ocelot) e Ubuntu 12.04 LTS (Precise Pangolin).
 
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lunedì 7 maggio 2012

GAG boot manager grafico che permette la coesistenza di 9 sistemi operativi.

gag_logoGAG sta per Graphical Boot Manager, ed è un boot manager gratuito per la gestione dell'avvio di un PC ove sono installati diversdi sistemi operativi.

GAG (iniziali in lingua spagnola di Graphical Boot Manager, ovvero Gestor de Arranque Grafico) viene installato nel settore MBR del disco rigido e si avvia all’accensione del computer.

GAG supporta 9 diversi sistemi operativi, può avviare S.O. installati in partizioni primarie o estese, può essere installato in un floppy disk, permette di selezionare un S.O. predefinito da avviare dopo un TOT di secondi, può essere protetto da una password, permette di associare delle icone ai vari S.O., può nascondere le partizioni primarie in modo da poter installare più S.O. (DOS e vecchi Windows fino al ’98), si può scegliere una password per ogni S.O., può invertire la numerazione degli Hard Disk, ha un SafeBoot system che consente di avviare l’hard disk anche se GAG è stato cancellato, supporta una gran quantità di tastiere, (QWERTY, AZERTY, QWERTZ e DVORAK), supporta hard disk fino a 4 terabytes, è un software free (licenza GPL con sorgenti).

Può essere installato sia in una partizione dell' harddisk sia su floppy da utilizzare solo quando necessario, prevede un timer per il SO di default e può essere protetto da password.

Per l'installazione del programma bisogna leggersi il readme allegato al file, in quanto mi pare che per riuscire ad installarlo sia richiesta prima la creazione di un floppy di avvio particolare, e poi da questo floppy verrà eseguita l'installazione vera e propria.

Install.
Scaricate systemrescuecd

Seguendo questi semplici passaggi si crea un livecd su usb lavorando in console:

Montare la iso

Creiamo una directory temporanea su cui montare la iso:

    mkdir -p /tmp/cdrom
Montiamo la iso:
    mount -o loop,exec /path/to/systemrescuecd-x86-x.y.z.iso /tmp/cdrom

poi spostiamoci nella directory montata:
    cd /tmp/cdrom/

Inseriamo la usb-stick

facciamo partire l'installer per usb:

   ./usb_inst.sh

Questo script mostrerà i vari dispositivi collegati, noi dobbiamo solamente selezionare quello relativo alla nostra usb-stick. Dopo aver confermato, attendere fino al termine dell'operazione.Alla fine avrete systemrescuecd completo con diverse opzioni, ma quella che a noi interessa è quella relativa all'immagine floppy, che conterrà la voce per installare GAG.

La procedura descritta in precedenza con unetbootin montava solo l'immagine floppy andando a creare, in alcune situazioni, la non corretta installazione di GAG, che per strane ragioni, avveniva sulla stessa usb.stick.

Fatto questo, fate partire il vostro pc da usb avendo ovviamente inserito la vostra memoria usb, andate nella voce GAG, seguite le istruzioni ed installatelo sul vostro hd.

Una volta fatto questo risulterà veramente comodo usarlo, importante che al momento dell'installazione del vostro bootloader relativo ad una nuova distro, questo venga installato nella root della partizione della nuova installazione e non nell' MBR, altrimenti cancellerete GAG.
La prima schermata che ti apparirà sarà la seguente:
[Immagine: gag1pf4.png]
Scegli di installare GAG (premendo il tasto 4). Tutte le scelte si fanno "da tastiera": il mouse non c'entra.
La seconda schermata che ti appare serve a selezionare la tastiera: premi il tasto 1 (per scegliere la QWERTY, che è quella che ti serve).


La terza schermata serve a sceglier la lingua: premi il tasto D (per aver tutto il resto in italiano).
Dopo di che, ti troverai dinnanzi alla schermata seguente:
[Immagine: 03-gag-configurazione.jpg]
dinnanzi alla quale devi premere il tasto C (ti serve per configurare GAG). Col che, ti troverai dinnanzi a un'altra schermata (innanzi alla quale, poi, tornerai più volte):
[Immagine: 04-gag-menu-config.jpg]
Qui, devi premere il tasto A (per "aggiungere un Sistema Operativo"). La schermata successiva sarà di questo tipo (dipende da quante Partizioni hai sull'Hard Disk):
[Immagine: 05-gag-aggiungi-so.jpg]
Qui devi selezionare la Partizione in cui si trova il Sistema Operativo che vuoi GAG avvii. Se si tratta di un SO Linux è fondamentale che tu abbia installato-durante la procedura di installazione della "distro"- il suo specifico GRUB (il GRUB di quella "distro" Linux) dentro alla Partizione di ROOT (della "distro" medesima) e NON altrove. Se non installi GRUB nella Partizione di ROOT, il tuo GAG non funzionerà. Il GRUB di ciascuna "distro" installata" deve esser posto dentro alla Partizione di ROOT della "distro" medesima: si tratta di cosa essenziale. Per Windows (che non usa GRUB, questo, ovviamente, non vale. Nel caso di BSD, invece, durante l'installazione, NON si deve installare il boot-loader di BSD (sarà GAG ad avviare, poi, BSD). Per selezionare la Partizione in cui si trova il Sistema Operativo che si vuole aggiungere, basta premere la lettera corrispondente. Le varie Partizioni presenti sull'Hard Disk son nell'ordine, per cui... sbagliarsi è ben difficile.

Selezionata la Partizione (e, dunque, il Sistema da avviare) appare uno spazio in cui puoi mettere un "nome" (di tua scelta [ti suggerisco di metter qualcosa di breve che ti ricordi qual'è il Sistema che viene avviato]) al "pulsante di avvio" e -successivamente- un altro spazio che offre la possibilità di mettere una password (cosa che io personalmente ritengo essere una cattiva scelta: se ti dimentichi la password, dopo, potresti aver problemi). La schermata è questa:
[Immagine: gag8fb1.png]
Ti suggerisco di premere INVIO senza digitare alcuna password.
La successiva schermata serve a scegliere un'icona per il pulsante di avvio del Sistema:
[Immagine: gag9hq6.png]
In linea generale, l'icona col pinguino va bene per tutte le "distro" Linux, etc...
Fatto anche questo, tornerai in automatico alla schermata principale, da cui, premendo il tasto A potrai aggiungere un ulteriore Sistema Operativo, etc... fino ad esaurimento dei vari sistemi Operativi da avviare.
A questo punto, ti troverai ancora dinnanzi alla schermata principale, ovvero, la seguente:
[Immagine: gag10og9.png]
... e, avendo ormai settato tutti i Sistemi Operativi, dovrai premere il tasto H, che serve ad installare GAG sull'MBR.
Dopo di che, ti apparirà il messaggio di conferma:
[Immagine: gag11ui9.png]
A questo punto, il tuo GAG è installato.
E ti ritroverai innanzi alla "schermata di ingresso" (quella che ti apparirà ogniqualvolta accenderai il PC, la quale somiglierà all'incirca all'immagine seguente:
[Immagine: gagn3.gif]
(lo so: l'immagine è in inglese, ma questa avevo sottomano: tu l'avrai in italiano e con "pulsanti" diversi)
Come puoi vedere, a ciascun "pulsante" è associato un NUMERO. Bene, è proprio premendo quel numero (sulla TASTIERA del tuo PC!) che scegli quale Sistema Operativo vuoi avviare fra quelli installati.

Il numero 1 è sempre riferito al Floppy (che esso sia presente oppure no), ma dato che tu non l'usi, rammenta di NON sceglierlo mai (ti tornerebbe "errore").


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