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giugno 14, 2008

GParted ideale per creare lo spazio necessario all'installazione di una distribuzione GNU/Linux.

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GParted è un sofisticato tool per gestire il partizionamento del disco in modalità completamente grafica.

Grazie a GParted è possibile creare, modificare, ridimensionare ed eliminare partizioni in quasi tutti i formati, anche quelle NTFS di Windows XP e Vista.

Ideale per creare lo spazio necessario all'installazione di una distribuzione GNU/Linux.

GParted sta per "Gnome Partition Editor application".

Il software consente di modificare le partizioni presenti su un Hard Disk, preservando i dati presenti nelle partizioni stesse.

GParted è in grado di creare, distruggere, ridimensionare, spostare, verificare e copiare le partizioni ed i file system presenti su di esse.

Può dunque essere utilizzato per creare spazio per nuovi sistemi operativi, per riorganizzare lo spazio sul disco, per copiare i dati presenti sugli Hard Disk e per realizzare mirror di una partizione.

GParted è scritto in C++ ed utilizza gtkmm per la sua GUI (interfaccia grafica). L'approccio generale è di tenere l'interfaccia grafica quanto più semplice possibile.

GParted è una delle migliori utilità in campo di partizionatori, sia con riferimenti ai soli software free sia includendo i software proprietari.

Da segnalare che è possibile utilizzare GParted nella sua versione LiveCD: il software viene masterizzato su un CD auto-avviante che può dunque essere utilizzato su qualsiasi PC x86 con almeno un PII.

Il software viene distribuito secondo i termini della General Public License (GPL).

Aggiornamento (via Distrowatch):


GParted LiveCD Steven Shiau has released a new stable version of GParted Live, a Debian-based live utility CD designed primarily for disk partitioning task, with some data rescue tools added into the mix. From the release notes: "This is GParted Live 0.8.0-5. New in this release: the underlying GNU/Linux operating system is based on the Debian 'Sid' repository (as of 2011-03-21); the Linux kernel has been updated to 2.6.38; package OpenSSH was added in this release, by default the SSH service is not started, and if you want to start it, make sure you have change the password and the file /etc/hosts.deny; bug fixed - a workaround was added to make setxkbmap work.". See also the changelog for a complete release history.

Download the live CD image from here: gparted-live-0.8.0-5.iso (124MB, MD5).

As always, don't forget to back up all your important data before employing a tool that modifies your disk partition layout.

Utilizza la libreria libparted per determinare e modificare periferiche e tabelle di partizioni.

Questo programma non deve essere confuso con GNU Parted, l'utilità a riga di comando pubblicata dalla Free Software Foundation.

Creare partizioni.

 
Questo è riferito anche a quei casi dove occorre semplicemente sovrascrivere una vecchia installazione di Ubuntu (o altro sistema GNU/Linux) con una nuova. Non occorre creare nuove partizioni, si possono sfruttare quelle già esistenti.

Per creare nuove partizioni o modificare quelle già esistenti tramite la versione live di Ubuntu, selezionare il menù Sistema → Amministrazione → GNOME Partition Editor.
Situazione attuale del disco.

In figura viene mostrata una partizione /dev/hda1 (29,29 GiB) formattata in NTFS contenente Windows. Basterà selezionare con il mouse la partizione e fare clic su «Ridimensiona/sposta»:


Ridimensionamento.

In questa fase viene sottratto spazio alla partizione /dev/hda1 in cui è presente Windows per poterlo destinare ad Ubuntu. Occore trascinare la freccia nera con il mouse verso sinistra o scrivere in una delle caselle «Nuova dimensione» o «Spazio libero seguente» per ottenere le dimensioni desiderate:


Facendo clic su «Ridimensiona» si ottiene questa nuova situazione:


Partizioni per / e swap.

A questo punto nell'area libera (non allocata) dovranno essere create due partizioni per il file system «/» e per l'area di swap.

Area di swap.


Se sul proprio computer è già presente un altro sistema GNU/Linux ed è già stata creata un'area di "swap", non è necessario crearne un'altra. È possibile condividerla fra più sistemi, basta indicarla nella tabella dei punti di mount.

Selezionando con il mouse lo spazio non allocato e facendo clic col tasto destro, scegliere «Nuovo». Oppure selezionare dal menù Partizione → Nuovo:


Analogamente a quanto fatto per la partizione di Windows, basta spostare la freccia nera di destra verso sinistra fino a raggiungere la dimensione desiderata (in questo caso 550 MiB). Occorre anche inserire nelle apposite finestre il tipo di partizione e il formato da utilizzare. In questo caso sono state adottate queste impostazioni:
  • Crea come: Partizione primaria (n.d.r. tipo di partizione)
  • Filesystem: linux-swap (n.d.r. formato della partizione)
Fare clic quindi su «Aggiungi»:



Filesystem «/».

Per il filesystem procedere in modo analogo. Seleziona lo spazio non allocato e tramite clic di destro selezionare «Nuovo». In questo caso sono state scelte le seguenti impostazioni:
  • Crea come: Partizione primaria (n.d.r. tipo di partizione)
  • File system: ext3 (n.d.r. formato della partizione)
Il formato indicato è ext3. In alternativa possono essere utilizzati altri formati come: ext2, ext4, ReiserFS. Fare quindi clic su «Aggiungi»:



Nuova situazione del disco.

Questa è la nuova tabella delle partizioni:
  • /dev/hda1 in formato NTFS sulla quale è presente Windows
  • /dev/hda2 in formato Linux-swap
  • /dev/hda3 in formato ext3

Per rendere le impostazioni effettive fare clic su «Applica».

Tabella dei punti di mount.

Nelle di Ubuntu versioni successive alla 6.10 «Edgy Eft» è stata introdotta una nuova veste grafica per la tabella dei punti di mount.

Le operazioni fin qui svolte hanno predisposto il disco ad accogliere le componenti del nuovo sistema operativo. A questo punto del processo di installazione viene indicato nella tabella dei punti di mount in quali partizioni installare «/» e swap. Selezionare quindi nelle finestre a tendina le componenti necessarie:

  • La swap viene assegnata alla partizione primaria /dev/hda2
  • Il file system «/» viene assegnato alla partizione primaria /dev/hda3
Inserire i segni di spunta sulla destra e fare clic su «Forward» (avanti).

Se sul proprio disco sono state impostate ulteriori partizioni per accogliere singole directory del file system home, usr, boot, ecc., è qui possibile assegnare loro le rispettive partizioni.


Dopo aver controllato che le impostazioni siano esattamente quelle volute, procedere con l'installazione vera e propria del sistema operativo facendo clic su «Install».

Punti di mount su versioni successive a Ubuntu 6.10 «Edgy Eft».

Nelle ultime versioni di Ubuntu la tabella dei punti di mount ha subito alcune modifiche grafiche. L'esempio mostrato nella figura in basso a sinistra fa riferimento ad un altro disco rispetto a quello preso ad esempio nella guida.


Tutte le partizioni sono già elencate, si tratta di spuntare quella da utilizzare, in questo caso la /dev/hda3.

Una volta selezionata la partizione, occorre dire "cosa" deve essere montato su di essa. Fare quindi clic su «Edit partition» e nella finestra che si apre (figura in alto a destra), alla voce «Mount point» selezionare nel menù a tendina il file system «/». Dare quindi «OK»

Ripetere l'operazione a seconda delle componenti aggiuntive che vogliamo montare e alla fine fare clic su «Avanti».


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