Dal punto di vista informatico e ICt più in generale, Febbraio è stato un mese abbastanza rovente. Non solo per quanto riguarda il rilascio di nuovi prodotti hardware e software ma anche in relazione ai brevetti, in particolare quelli legati al formato dei documenti.Per la cronaca, tutto è cominciato quando è venuto fuori che alcuni prodotti IBM supportano OOXML, il formato per i documenti sviluppato da Microsoft. In particolare OOXML è supportato all'interno del database DB2 9 pure XML, e in almeno altri quattro prodotti della stessa azienda.

In casa Microsoft, gli sviluppatori si sono addiritura divertiti a pubblicare messaggi sarcastici sui blog personale: "è bello sapere che IBM basa il suo successo sull'adozione dell'Open XML", oppure "Benvenuto al party, IBM". Ma allora IBM aiuta l'OOXML o sta ancora dalla parte dell'Open Source?. La posizione di Big Blue non è ancora del tutto chiara, ma secondo Microsoft si tratta di una strategia ben congegnata per "affossare" i propri prodotti. IBM infatti, con i suoi voti negativi avrebbe sancito la fine di ogni speranza di vedere approvato come standar ISO il formato Office Open XML. "Se non fosse stato per i voti contrari di IBM oggi il nostro formato OOXML, sarebbe stato già uno standar ufficiale" hanno dicchiarato alguni dirigenti di Microsoft.
Perchè questa bocciatura?. IBM è convinta che il formato proposto da Microsoft non sia assolutamente all'altezza delle altre soluzioni presenti sul mercato, in primo luogo quella Open Source ODF (Open Document Format, il formato utilizzato come predefinito per creare documenti con la suite Open Source OpenOffice.org).

Sono ancora molte le restrizioni del formato OpenXML e questo sarebbe il principale motivo della sua bocciatura. Affinchè un formato diventi standar ISO, deve soddisfare alcuni requisiti particolari, in special modo, in questi casi che si tratta di Software Libero.
Microsoft da parte sua ribatte affermando che tutte le restrizioni presenti sono necessarie per permettere la retrocompatibilità con i formati precedenti. E, intanto, la guerra dei formati continua. Non ci resta che attendere.
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