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novembre 30, 2011

The Mate Desktop, un fork di Gnome2 per gli scontenti di Gnome 3: previsioni e soluzioni.

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Molti, a partire da Linus Torvalds, non sono troppo contenti di GNOME 3; che si tratti di Unity, di GNOME Shell o di qualche altra caratteristica della terza incarnazione del desktop environment, le insoddisfazioni sembrano numerose.

Come già anticipato dallo stesso Torvalds, alcuni utenti stanno prendendo strade diverse: adesso però a XFCE e altri desktop alternativi potrebbe affiancarsi a un fork di GNOME 2: The Mate Desktop.

Phoronix ci informa della recentissima nascita di questo progetto, annunciata mediante una discussione che ha avuto luogo sul forum di Arch Linux: al momento il progetto è gestito da un solo sviluppatore: questo potrebbe essere un problema nel lungo periodo, anche se ci si limitasse alla manutenzione del software esistente (al momento si tratta principalmente della ridenominazione dei pacchetti binari, perché non vadano in conflitto con un’installazione esistente di GNOME 2), senza implementare le previste modifiche al pannello di controllo e ad altri aspetti del desktop environment che sembravano essere nell’aria.

Il sito ufficiale del progetto si trova a questo indirizzo, mentre il repository con i sorgenti forkati si trova su Github.

Sul wiki di Arch Linux c’è una pagina che descrive alcune delle problematiche che si potrebbero incontrare nell’installazione e nell’utilizzo di The Mate Desktop.


The Mate Desktop però usa le Gtk2. Gtk è un toolkit per la creazione di interfacce grafiche. Gtk è un toolkit per la creazione di interfacce grafiche. Gnome2 usa le gtk2, gnome3 le gtk3.

Certe critiche a questo progetto si basano proprio sul fatto che si cerchi di sviluppare sulla base di librerie non aggiornate perchè le gtk3 sono nate proprio con lo scopo di avere un toolkit finalmente aggiornato e al passo con i tempi per quanto le gtk2 erano vecchie, prive di funzionalità ormai d’uso comune e soprattutto avevano difetti di progettazione.

Le gtk3 sono nate con lo scopo di risolvere tutti i problemi presenti nella versione precedente, e poi, con questo nuovo toolkit, è stato costruito l’ambiente gnome3.

Oltre alla shell, in gnome3 abbiamo a disposizione anche la versione classica, priva di effetti. Se vogliamo possiamo considerare la versione classica come un evoluzione del desktop di gnome2.
Tornando all’idea precedente, a quel punto avrebbe avuto molto più senso collaborare con lo sviluppo della versione base piuttosto che creare “una nuova versione base”, ma si sà, il free software è anche questo.


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