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ottobre 05, 2012

I migliori giochi per Android [Infografica].

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android pakPer volere della stessa Google Inc., è stato allestito un sito di E-commerce destinato a creare un punto di incontro tra gli utilizzatori dei dispositivi che cercano software per Android e gli sviluppatori che vogliono diffonderli a pagamento o gratuitamente.

Diffuso inizialmente come Android Market, dal 6 marzo 2012 è stato rinominato Google Play.

Tutti o quasi i dispositivi Android hanno preinstallata una icona denominata Market oppure Google Play. Per accedere al Market, bisogna eseguire tale applicazione e registrarsi gratuitamente al servizio. La registrazione è sia per scopi di fatturazione che di prevenzione di eventuali abusi del servizio stesso. All'interno del Market si possono visionare le ultime novità oppure fare una ricerca di software o altro materiale (come ad esempio i wallpaper o le suonerie) per termine, tipologia (applicazione, videogioco, altro) o di costo (gratuito o a pagamento).

Al fine di agevolare la diffusione del servizio, non è necessario depositare subito i dati contabili. Inoltre è prevista la possibilità di addebitare l'acquisto su una scheda telefonica SIM, ma solo con certi operatori come Vodafone.

L'acquisto di un prodotto nel Market può essere effettuato tramite Google Checkout, con una carta di credito.

Le applicazioni sono la forma più generica per indicare software installabili su Android. Dato che su Google Play tali applicazioni vengono definite "apps", questo termine è ampiamente diffuso nella comunità di utilizzatori.

Per motivi di sicurezza informatica, le apps possono essere scaricate e utilizzate mediante un servizio di distribuzione fidato, quindi un sito internet che fornisca sia l'applicazione stessa che le relative certificazioni (software). Per venire incontro alle necessità degli sviluppatori, è stata però prevista la possibilità di disattivare il controllo di tali certificati, attraverso una voce presente nel menu "Impostazioni" (Android versione 2.2) .

Gestione delle installazioni e App2SD
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Quando si vuole aggiungere all'ambiente Android una funzionalità non presente, come ad esempio un software per l'ufficio, un videogioco o una immagine di sfondo (wallpaper), si usa ricercarla da un "Market" (come Google Play) e "installarla", ossia copiarla all'interno del dispositivo affinché sia sempre presente e utilizzabile.

Dalla versione 2.2 di Android è possibile installare una app, oltre che nella memoria interna del dispositivo, su una card esterna. Questa nuova feature viene spesso chiamata dalla community "app2sd" (o "apps2sd"), derivata dai nomi dei primi esperimenti effettuati da programmatori indipendenti: attraverso del software nativo (scripts in linguaggio shell), spostavano su card esterna sia i software installati che alcune cartelle di sistema, utilizzando poi dei link simbolici per i collegamenti e facendo anche delle copie di riserva per poter ripristinare la situazione precedente in sicurezza.

Ufficialmente però, in fase di installazione, la scelta del supporto di destinazione (memoria interna o card) è lasciata allo sviluppatore del software e non all'utente finale.

Al riguardo, alcuni produttori di dispositivi hanno messo a disposizione degli utenti, nel menu "Impostazioni → Applicazioni", una "casella di spunta" chiamata "App2sd". Questa permette di scegliere se direzionare tutte le nuove installazioni sulla card oppure sulla memoria interna del dispositivo.

In assenza di tale opzione, si può installare l' app prima sulla memoria interna (se sufficiente) e poi trasferirla sulla card, aprendo la voce di menu "Impostazioni → Applicazioni → Gestisci applicazioni", selezionando l' app appena installata e premendo il bottone "Sposta su scheda SD".

Su Google Play sono presenti varie apps, talune omonime di app2sd, che permettono di semplificare ulteriormente la gestione delle applicazioni installate, aggiungendo varie funzionalità come ad esempio la possibilità di scegliere, in fase di installazione, quale sia il supporto di destinazione (memoria interna oppure card).

La necessità di spostare le applicazioni sulla memoria esterna è data dal fatto che, al momento del lancio di Android 2.2, la memoria interna (e non di massa) dei dispositivi era abbastanza ristretta. Nei prodotti di fascia alta questa esigenza è scomparsa. Già dal 2010, il Galaxy S mette a disposizione 2 GB per l'installazione di applicazioni. Nei dispositivi di fascia bassa, invece, il problema sussiste ancora.

La situazione è ulteriormente evoluta con il lancio di Ice Cream Sandwich e del terzo smartphone Google, Galaxy Nexus: la memoria interna diventa dinamica. Un esempio è proprio questo terminale: la sua memoria interna viene dinamicamente allocata tra applicazioni installate e memoria di massa. È quindi possibile installare 16 GB di applicazioni o usare la memoria interamente per i file multimediali. Questa soluzione comporta però lo svantaggio di perdere il riconoscimento come archivio di massa da parte di un PC, comportando una compatibilità con sistemi operativi più ristretta.
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