post h1 Le tribolazioni del software libero nelle scuole italiane (2a parte). ~ Ubuntulandiapost h1

aprile 11, 2016

Le tribolazioni del software libero nelle scuole italiane (2a parte).

| No comment

Nascita di “linuxdidattica”: la consapevolezza del software libero.

Su queste posizioni, emerse nel convegno del Lime, attorno agli AppuntiLinux e al “progetto Linux nella scuola” del 1997, nell'ottobre del 1998, nasce il sito linuxdidattica.org (http://www.linuxdidattica.org/).

Inizialmente il PLUTO (Padova Linux/Lumen Utentibus Terrarum Orbis) offre ospitalita' grazie a Michele Dalla Silvestra e ad Andrea Brugiolo.

Si forma un gruppo attorno al quale si diffonde il desiderio di provare ad usare nella didattica questo software con varie motivazioni: chi culturale, chi economiche (software gratuito), chi tecniche (software stabile).

Del gruppo fanno parte A. Bernardi, A. Brugiolo, M. Dalla Silvestra, F. Ferroni, D. Giacomini, G. Mazzolini, M. Piai, A. Rubini, U. Zanatta.

Assieme al sito nasce la lista di posta elettronica scuola@linux.it (fusione di due liste didattica@linux.it e scuola@linux.it) gestita da Alessandro Rubini e Andrea Brugiolo dove tra gli animatori e partecipanti piu' acuti troviamo Damiano Verzulli.

opensource1


Il sito diventa ben presto punto di incontro e di diffusione delle esperienze di software libero nella didattica.

Le varie iniziative e attività trovano spazio e diffusione, dalle scuole elementari alle Superiori (http://www.linuxdidattica.org/scuo/index.html):


- Fulvio Ferroni, (Treviso) - http://linuxdidattica.org/docs/altre_scuole/planck/index.html

- Stefano Salvi, “Angolinux” (Mantova) - http://www.itis.mn.it/linux/

- Marcello Missiroli, Modena - ftp://ftp.itisvinci.com/docenti/Missiroli

- Del Romano, (Pescara) - http://linuxdidattica.org/docs/linuxmagazine/delromano_26.html

- Damiano Verzulli, (Pescara) - http://linuxdidattica.org/docs/conferenze/chieti1/presentazione_linuxday_v2_orig.html

- Marco Salardi (Pescara) - http://linuxdidattica.org/docs/linuxmagazine/salardi22.html

- Antonio Maddalosso (Treviso)- http://linuxdidattica.org/docs/mdls/EsperienzeFS0607.htm

- Sophia Danesino (Torino) - http://corsi.peano.it/search?SearchableText=linux

- Giancarlo Dessi' (Cagliari) - http://linuxdidattica.org/docs/gcdss/squid/

- Sandro Doro (Venezia) - http://www.tic.fdns.net/tic/html/lab.html

ecc.


A livello Istituzionale si muovono

- le scuole di Pescara (Leopardi, Salardi, Lug di Pescara http://linuxdidattica.org/docs/lug/articolo/home.html),

- le scuole di Empoli (Vittorio Bugli http://linuxdidattica.org/docs/empl/lnx1_prt_empl.html),

- e le scuole della provincia di Bolzano gestite da Barbara Repetto, Antonio J. Russo ( http://linuxdidattica.org/docs/altre_scuole/blz/blz.html),

esempi di istituzioni che cercano di fare entrare Linux nella didattica. In parte la regione Umbra con una legge in proposito (http://maestraanna.iobloggo.com/archive.php?eid=201&cid=5766).


Si fa strada la consapevolezza. Le ragioni del software libero nella didattica sono molteplici: sono di ordine tecnico ed economico, ma soprattutto di ordine culturale ed etico perché non discrimina, da' la disponibilita' del sorgente cioe' della conoscenza che e' un punto chiave della scienza contro l'oscurantismo, pilastro della crescita e della educazione.


Nascono le distribuzioni live per la didattica sia alle scuole elementari che superiori

1) nanoLinux (ora nLnx), Giacomini - http://linuxdidattica.org/docs/nlnx/nlnx.html, http://appuntilinux.mirror.garr.it/mirrors/appuntilinux/HTML/nlnx_171_semplicita_e_controllo_187.htm),

2) eduknoppix (Centomo, Paolini, http://eduknoppix.org/),

3) didatux (Leopardi, http://happytux.altervista.org/didatux/)

e altre.


La rivista mensile Linux Magazine diretta da Emmanuele Somma, gia' dal 2000, offre spazio ad articoli sulla scuola e sulla didattica con una rubrica espressamente dedicata all'argomento. Scrivono sull'argomento didattica Bernardi, Ferroni, Zanatta, Zangiacomi, Centomo, Leopardi, Salardi, Dessi', Dal Col, Vian, Mazzolini (http://linuxdidattica.org/docs/linuxmagazine/index.html).


Convegni e dibattiti si susseguono in tutta Italia sul software libero nella didattica (http://www.linuxdidattica.org/docs/conferenze/index.html).


Nel 2000 si tiene un seminario a Trento su "Informatica e scuola: il fenomeno Linux" a cui segue una pubblicazione ad opera di Bortolotti e Rauzi (http://www.iprase.tn.it/old/tecnologie/index_atti_Linux.asp).


Dal 1998 al 2004 sono sorte autonomamente parecchie iniziative con un ampio dibattito (http://linuxdidattica.org/docs/conferenze/index.html).

La discriminazione del software libero da parte del MIUR.

Nel 2003 (Circ. n. 55 del 21/5/2002) il MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca – Ministro Moratti) avvia un piano di alfabetizzazione informatica rivolto al 20% degli insegnanti (circa 160000) con "scarse o nessuna competenza informatica" denominato ForTic A.

Già a pochi giorni dalla sua apparizione la Redazione di Linuxdidattica esprimeva alcune perplessita in una lettera aperta al Ministro Moratti circa l'impostazione di questa alfabetizzazione, scorgendo nella circolare stessa gravi lacune e chiedendo che in questa alfabetizzazione di massa non venisse escluso il software libero, come lo era stato nella precedente esperienza berlingueriana (http://www.linuxdidattica.org/lettera/ltr_mnst_miur.html).

La lettera in merito alla scelta del sistema operativo affermava:

“Un'osservazione comunque balza agli occhi appena si consideri che la scelta del software di base (sistema operativo) è una scelta determinante per l'indirizzo che si vuole dare a quello che il Piano definisce «intreccio fra le nuove tecnologie e la didattica».

La scelta del sistema operativo che determina e condiziona questo intreccio, assieme al software applicativo, può essere considerato come «il libro di testo» di questo Piano.

Questa scelta, perciò, non è di scarso rilievo anche perché al riguardo vi sono due approcci:

uno che considera il software come un bene da condividere, la cui libertà di conoscenza è considerata come la libertà di parola e di stampa, la cui libertà di riproduzione (copia) è un prerequisito;

l'altro che considera il software un bene soggetto a restrizioni che l'utente può solo usare, senza poter impossessarsi della sua conoscenza, senza poterlo copiare (riprodurre) liberamente.

(...)

Ebbene, Signor Ministro, il Piano delega di fatto questa scelta ai docenti-discenti «con scarse o nessuna competenza» tramite l'«autoformazione presso la propria abitazione (...) con attrezzatura personale» , o assume il sistema operativo già «presente nella scuola» (...).

Oltre alla perplessità circa il demandare questa scelta ai docenti in formazione con scarse competenze o assumere ciò che è già presente a scuola, sorge un'altra perplessità ancor più grave.

È noto, infatti, che nel mercato delle nuove tecnologie si è formato in questi anni un monopolio di fatto del sistema operativo identificato nel prodotto "Windows", che il docente inesperto utilizza (a sua insaputa) nel proprio computer di casa confondendolo quasi sempre con altri programmi (word, ecc.) e magari credendo sia l'unico esistente nel mercato.

È altresì noto che, grazie a questo monopolio, le scuole fino ad ora hanno acquistato, al pari del docente inesperto, computer con il sistema operativo Windows preinstallato.

Delegare dunque la scelta al docente inesperto o assumere ciò che è già presente nella scuola significa farsi imporre le tecnologie da questo monopolio, rinunciando ad ogni autonomia.

Ebbene, Signor Ministro, la cosa non è di poco conto, perché in questo modo, nell'intreccio tra tecnologie e didattica si rinuncia alla propria libertà di scelta. Si rinuncia, perché con questi presupposti manca la possibilità di realizzare una didattica che sia al di sopra di questo o di quel marchio di fabbrica.

Significa, in ultima analisi, trasformare gli insegnanti in addestratori e propagandisti, subordinando l'insegnamento agli interessi privati”.


E veniva chiesto che nel Piano si utilizzasse e si insegnasse ai 160000 docenti anche il software libero.

Ma nel marzo 2003, quando iniziano questi corsi denominati Fortic A, il MIUR mette a disposizione il materiale didattico sul quale operare la formazione dei 160000 docenti inesperti e immediatamente ci si accorge che il materiale e' tutto basato sul software proprietario (Windows, Word, ecc.) con una evidente discriminazione nei confronti del software libero e della sua cultura, cosa che era gia' stata stigmatizzata circa un anno prima, da linuxdidattica!

La comunità del software libero protesta e Stefano Maffulli Presidente della Free Software Foundation Europe (Italia) invia una lettera di protesta al riguardo dei materiali educativi che tanto educativi sembrano non essere, se si abbandonano a fare pubblicità ingannevole.

Eccola lettera integrale della FSFE (sezione italiana).

Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog

rss-icon-feed-512x512

, ,

Nessun commento:

Posta un commento

Caricamento in corso...

Ultimi post pubblicati

Archivio

Ubuntulandia in Instagram

>center>

Post Più Popolari